Donazioni e depositi: un museo simbolo della città

Il percorso espositivo concepito in complementarietà con la Casa Museo Boschi Di Stefano. Preziose donazioni e importanti depositi rendono lo spazio ancora più un
centro culturale di importanza internazionale. Al suo interno anche gli archivi dedicati allo studio dell’arte del Novecento

Milano - Parlare di museo è sin troppo poco. Quello dedicato al Novecento sarà, infatti, una vera e propria casa per tutti i milanesi. Preziose donazioni e importanti depositi rendono lo spazio ancora più un centro culturale di importanza internazionale. Al suo interno anche gli archivi dedicati allo studio e alla conservazione di materiali e di documentazione sull’arte del Novecento.

Una casa per le collezioni milanesi Il percorso espositivo del Novecento è stato concepito in complementarietà con la Casa Museo Boschi Di Stefano, abitazione dei munifici collezionisti che nel 1974 donarono al Comune di Milano oltre duemila opere tra cui capolavori di Sironi, Morandi e Fontana. Anche recentemente le collezioni di proprietà del Comune di Milano sono state integrate da donazioni e depositi di opere e materiale d’archivio, ritenuti di grande rilevanza ed eccellenza per il percorso espositivo. Grazie ad una proficua rete di collaborazione sia con altre istituzioni cittadine, sia con collezionisti e istituzioni private, la sala dedicata al Futurismo è stata arricchita da disegni di Boccioni in prestito dal Gabinetto dei Disegni e da libri del Fondo Piazzoni in prestito dalla Civica Biblioteca Sormani. Dalla Galleria d’Arte Moderna, in particolare dalla Collezione Grassi, è stato accordato il prestito di due dipinti che sono stati ritenuti fondamentali per la coerenza del percorso: Bambina che corre sul balcone di Balla e Uomo che dorme di Guttuso.

Lo studio del Novecento Il Museo del Novecento di Milano ospiterà gli Archivi del Novecento dedicati allo studio e alla conservazione di materiali e di documentazione sull’arte del Novecento e sulle raccolte museali. L’istituto sarà dedicato alla memoria di Ettore e Claudia Gian Ferrari. Infatti, oltre ad una serie di acquisizioni di archivi futuristi effettuata dal Comune di Milano, la gallerista Claudia Gian Ferrari ha recentemente donato al museo, per via testamentaria, l’importantissimo archivio e la biblioteca della storica Galleria d’Arte.