Doni sotto l’albero Hai pochi soldi? Il governo ti regala i buoni villeggiatura

«Anche chi ha un piccolo reddito merita una grande vacanza». Lo spot ideato dal ministero del Turismo che accompagna i cinque milioni stanziati per i Buoni Vacanza ha il sapore di una favola natalizia. Ed è per questo che il ministro Michela Vittoria Brambilla ha voluto presentarlo sotto Natale. «Abbiamo voluto regalare agli italiani in difficoltà, alle giovani coppie, agli anziani, la possibilità di andare in vacanza come tutti gli altri. È la prima volta che succede in Italia ma non sarà l’ultima – spiega il ministro del Turismo -. La vacanza non fa bene solo alla mente ma anche al fisico e alla salute». Dal 2010 infatti i Buoni Vacanza permetteranno anche ai meno abbienti di farsi le ferie a prezzi stracciati sia pure non in periodi di altissima stagione. Dove andare? C’è solo l’imbarazzo della scelta. Le strutture ricettive coinvolte nella convenzione sono circa 800, di cui 600 sono alberghi e le rimanenti campeggi, bed and breakfast e ostelli presenti su tutto il territorio italiano. Le domande per ottenere questi incentivi alle ferie si possono inoltrare dal 20 gennaio con il minimo sforzo, per via telematica. Basta connettersi al sito www.buonivacanza.it per conoscere le strutture convenzionate, le modalità di adesione, i criteri di definizione degli aventi diritto e ogni altra informazione. Per ottenere le agevolazioni ci sono limiti di reddito e variano a seconda del numero di componenti per famiglia. Un esempio? Per i nuclei formati da un’unica persona, il buono non potrà superare i 500 euro e corrisponderà al 45, al 30 o al 20% del costo dell’intera vacanza per redditi che non superino rispettivamente i 10, i 15 e i 20mila euro. Per le famiglie composte da 2 persone, il tetto massimo di rimborso diventa 785 euro e il reddito massimo di chi lo richiede non deve superare i 25mila euro. E così via fino ad un buono massimo di 1230 euro per nuclei composti da 4 o più persone con redditi molto bassi. Ma come funzionerà il meccanismo? Chi ne ha diritto, dovrà recarsi in comune per autenticare la propria dichiarazione dei redditi. Poi si deve decidere quanto investire in una vacanza e fare tappa in uno sportello di Banca Intesa, per pagare la quota di spese non coperta dal buono. Il rimborso arriverà direttamente a casa, per posta, una settimana dopo la richiesta e avrà la forma di un ticket, proprio come quelli per i pasti.