Donna accoltellata al cuore nel parco Al Gallaratese è caccia all’assassino

La custode di uno stabile uccisa da un uomo: si conoscevano Gli abitanti della zona: "Il killer potrebbe essere ancora qui".  Lina Labarbuta, sposata, aveva 38 anni. L'hanno vista litigare con un italiano scappato via

Davanti all’abitazione di via Bisi Albini (zona viale Zara) ieri sera c’era una donna anziana con una bambina di 6-7 anni. La donna era la portinaia dello stabile, la bimba uno dei tre figli di Pasqualina «Lina» Labarbuta, la 38enne sostituta custode in uno stabile del Comune del Gallaratese, uccisa ieri con una coltellata al cuore da un uomo su una panchina di un giardinetto all’angolo tra via Borsa e via Alex Visconti a poche centinaia di metri dal suo posto di lavoro. «La prego, la bambina non sa ancora nulla - ci ha detto la portinaia, nascondendo la piccola all’interno -. Qui la signora Labarbuta viveva con i bambini e l’anziana madre, non mi chieda altro».
Si sa poco o niente sulla vita privata di questa 38enne alta e con una bella coda di capelli biondi che spesso faceva la sostituta di una portinaia in congedo del palazzo di via Alex Visconti 10-12. Ieri, il primo giorno di una di quelle tante sostituzioni, Lina Labarbuta è stata brutalmente assassinata. Secondo la testimonianza del giardiniere dello stabile di via Visconti, Mohamed Baroumi, 18 anni, impiegato in una impresa di servizi, Pasqualina Labarbuta si sarebbe allontanata dalla portineria intorno alle 13 per andare a mangiare un panino ai giardinetti. È lì che, seduta su una panchina, ha incontrato un uomo italiano, con la pelle scura, con il quale ha iniziato a parlare. I due, all’improvviso hanno litigato e la donna ha fatto per andarsene quando - secondo la testimonianza di una signora che in quel momento portava a spasso il cane - l’uomo ha accoltellato la portinaia al petto, ha gettato via il coltello lì sul posto ed è scappato. La poveretta è morta sul colpo: la coltellata le ha centrato in pieno il cuore. Adesso gli investigatori sono alla ricerca di un ex fidanzato o di un amante respinto.
Nella zona, dopo l’arrivo della polizia, si sono radunati molti residenti. Servita dalla linea rossa della metropolitana (la uno, fermata «San Leonardo») l’area è densamente popolata, forse la più abitata del Gallaratese: ci sono una sezione staccata dell’Università Statale, la Casa dello studente e la Casa del giovane, dove abitano anche numerosi ragazzi stranieri. Poi ci sono altri istituti scolastici. Tutte strutture immerse nel verde di giardinetti circondati dai palazzi. Se questa non fosse da sempre una zona problematica, dal punto di vista della sicurezza, si penserebbe a un piccolo paradiso.
«Purtroppo stamattina avevo visto la sua coda bionda spuntare dalla portineria - racconta una signora diretta in edicola e residente in via Alex Visconti 12, lo stabile di 13 piani dove lavorava la vittima - e così avevo capito che era arrivata lei, la signora Lina, la sostituta della portinaia in congedo per malattia. Questo fatto mi fa stare ancora più male. L’ho vista poco prima che morisse, capisce? Non immaginavo certo che sarebbe stata l’ultima volta. Un giorno mi aveva raccontato di essere di origini pugliesi, baresi per la precisione...ecco: era di Minervino Murge!».
«Io, invece, ho notato la scena del litigio nel giardinetto dall’ottavo piano del mio palazzo - spiega una signora che abita in via Francesco Cilea -. Ho capito che quella donna e l’uomo accanto a lei avevano avuto da dire, ma non sono riuscita a distinguerli bene: erano troppo lontani».
La gente del quartiere è spaventata, sconvolta. «Ci sono tanti bambini da queste parti, tanti giovani studenti...E se quell’uomo è un pazzo e fosse ancora nei paraggi?» si chiede una mamma, mentre accompagna a casa in tutta fretta il figlioletto di 5 anni.