Donna in balìa del branco nell’inferno di Colle Oppio

Sequestrata e stuprata per 5 giorni da sei uomini Il cancello sarà chiuso

Arianna Cioffi

Sequestrata, rapinata e violentata ripetutamente per cinque giorni da un gruppo di sei uomini nel parco di Colle Oppio, in pieno centro storico. È il racconto fatto da una donna di 37 anni, colta da malore e soccorsa ieri dal 118 alla stazione Cavour della linea B della metropolitana.
Una brutta storia iniziata il 17 agosto alla mensa della comunità di Sant’Egidio dove la giovane donna conosce un uomo credendolo polacco (si scoprirà poi che è un cittadino moldavo di 27 anni). I due mangiano e bevono insieme, quindi l’uomo propone alla nuova conoscente di incontrare «gli altri amici di Colle Oppio». La donna lo segue, in questo parco a due passi dal Colosseo, una villa archeologica trasoformata in dormitorio, sede di mercatini, ristoranti e parrucchieri a cielo aperto, e conosce i cinque uomini che di lì a poco si tasformano nei suoi aguzzini. Dopo i convenevoli e qualche bicchiere, infatti, gli uomini diventano violenti e, prima di stuprarla, le rubano i gioielli (due anelli, due fedine, tre braccialetti e alcune catenine) e i documenti. Quindi ha inizio una lunga sequela di stupri ai danni della donna che verrà sedata con alcolici e tenuta in ostaggio per cinque giorni, tra gli anfratti e le piccole grotte della villa. Nella notte tra il 18 e il 19 la donna prova a scappare, approfittando del sonno dei suoi sequestratori, e chiede aiuto a un nord africano che tuttavia crede che la 37enne sia in cerca di droga e, dopo averle offerto una dose, la riporta dai sei violentatori. Il calvario dura ancora tre giorni, fino all’altro ieri quando, recuperate un po’ le forze, la donna riesce a fuggire e a raggiungere, senza abiti, la stazione Cavour della metro B dove viene colta da malore. Soccorsa dal 118, la donna denuncia l’accaduto e viene quindi interrogata dalla polizia. Grazie ai dettagli forniti, i poliziotti sono riusciti a risalire ai sei violentatori e ad arrestarli. Si tratta di un italiano di Caserta e un ucraino di 54 anni, due moldavi di 37 e 27 anni, un russo di 38 e un romeno di 39 anni, tutti pregiudicati con precedenti per furti e lesioni che già venti giorni fa erano stati fermati nel corso di controlli effettuati dagli agenti del commissariato di polizia Esquilino. In seguito al riconoscimento, i sei sono stati fermati con l’accusa di sequestro di persona, violenza sessuale continuata e aggravata e rapina. Pochi dettagli sono emersi invece sulla vita della vittima: italiana di 37 anni, emotivamente fragile la donna proviene da una famiglia benestante con cui, in passato, ha avuto dei dissidi ma presso la quale è stata riaccompagnata ieri dai poliziotti. «Una persona fragile psicologicamente - ha commentato il dirigente del commissariato di polizia Esquilino Adriano Lauro - di cui gli altri hanno approfittato».
Il fatto ha scatenato nuove discussioni sull’integrazione, sull’accoglienza dei cittadini extracomunitari nella Capitale e sulla legge Bossi-Fini. «L’applicazione della Bossi-Fini - dichiara il consigliere comunale di An Marco Marsilio - non può essere rinviata: la norma esiste e se fosse stata applicata fino in fondo questi balordi sarebbero stati rispediti a casa e non avrebbero potuto nuocere e infierire su questa donna». «Non sappiamo - continua Marsilio - per quale ragione questi soggetti abbiano ricevuto solo un invito a lasciare la nazione anziché essere riaccompagnati alla frontiera. Per questo motivo - conclude il consigliere di An - ho chiesto al senatore Cesare Cursi, che è parlamentare del collegio di Colle Oppio, di acquisire le informazioni necessarie sul caso e di assumere anche a livello governativo un’iniziativa decisa per garantire la corretta applicazione della legge». Ribadendo quanto affermato da Marco Marsilio, Cesare Cursi sottolinea di essere già «intervenuto sul prefetto di Roma, Achille Serra, per avere informazioni più precise al riguardo, richiedendo al contempo al ministero degli Interni di rivisitare quei punti della legge che nella pratica quotidiana rendono più difficile l’attuazione dello strumento delle espulsioni».
Si dichiara «profondamente turbata per il terribile episodio di violenza» l’assessore alle Politiche educative Maria Coscia e ribadisce «tutta la responsabilità dell’amministrazione comunale a sostenerla e aiutarla».
Intanto il Campidoglio comunica di aver già preparato un’ordinanza con la quale sarà ripristinata nei prossimi giorni la chiusura notturna dei cancelli del parco di Colle Oppio. Il comune, inoltre, provvederà a ripulire il parco dai rifiuti.