Donna ferita cambia ospedale Rischia il complice del teppista

Il pm chiede il carcere. E Garrone invita Ambretta a vedere la Sampdoria

Gian Piero Scevola

È tornata a Fano, città in cui risiede, Ambretta Piergiovanni, la 57enne tifosa doriana rimasta ferita da un razzo ad Ascoli. Ieri sera ha lasciato l’ospedale di Teramo per essere ricoverata in quello di Santa Croce di Fano, presso il reparto Medicina, dove verrà trattenuta in osservazione. Ad Ascoli ritornerà con la famiglia, invitata dal sindaco Piero Celani. A rincuorarla ci pensa anche il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone. «Ero all’estero e ho ricevuto subito la notizia da Marotta», commenta Garrone. «Un evento che poteva avere conseguenze tragiche e che per fortuna si è risolto bene. Ho parlato col figlio della signora Ambretta, lei sta meglio e spero nei prossimi giorni di poterla sentire. L’abbiamo invitata a Marassi con la sua famiglia per prendere contatto con uno stadio che si sta mostrando essere molto rispettoso delle regole e in cui anche i tifosi sopportano i disagi per l’accesso al campo e per l’acquisto dei biglietti, in modo che possa superare lo shock che ha avuto». E sulla presunta inadeguatezza del decreto Pisanu sulla sicurezza negli stadi: «Una legge che deve trovare un’applicazione graduale ma è importante che ciò avvenga nel tempo. Anche in Inghilterra, che forse era in una situazione peggiore della nostra, hanno impiegato degli anni per arrivare a una situazione esemplare come quella di oggi».
Sul fronte giudiziario, il sostituto procuratore di Ascoli, Adriano Crincoli, ha chiesto la custodia in carcere per Fabrizio Speca, attualmente agli arresti domiciliari, il 18enne accusato in concorso con E.M. di porto abusivo di strumento lanciarazzi e lesioni gravi per il lancio del razzo. Secondo quanto il minorenne ha riferito agli investigatori, Speca lo aveva accompagnato nella casa al mare a S. Benedetto del Tronto a prendere il razzo, ma era distante da lui (stava parlando con amici) nel momento in cui lo aveva lanciato. L’udienza di convalida dell’arresto di Speca è fissata per questa mattina alle 11. «È una richiesta molto strana», precisa l’avvocato Angelozzi, difensore di Speca, «visto che non sono emersi ulteriori elementi rispetto a quando il pm ha chiesto per il mio assistito gli arresti domiciliari. Federico, studente dell’ultimo anno dei geometri, è ancora frastornato. È incensurato, non appartiene alla tifoseria e al gip preciserà di non aver sparato e che si trovava a distanza di qualche metro dall’amico».
Si è inoltre appreso che, nello spiegare la dinamica del lancio, il minorenne ha detto che la violenza con cui è partito il razzo, da lui scambiato per un fumogeno, gli ha piegato il polso e sarebbe stato questo ad imprimere al razzo la traiettoria fatale.