Una donna fotografa che fa cultura

Ci sono personaggi della nostra Genova, che non si sa bene perché (o forse lo si sa fin troppo bene) hanno una professionalità straordinaria, ma restano «in un cantuccio» (come ebbe a dire un grande scrittore genovese, Nelio Ferrando). Mentre all’estero o semplicemente in altre città italiane ottengono eccezionali riconoscimenti. Proprio in questi giorni è stato assegnato a Giuliana Traverso il «Premio Mario Novaro 2008 per la cultura ligure», un premio prestigioso che per diciassette anni è andato a scrittori e artisti, ma mai ad una fotografata.
Giuliana Traverso si è detta molto contenta: «Soprattutto perché, per la prima volta, anche la fotografia rientra nella cultura, nella creatività, nel linguaggio espressivo».
Leggendo il curriculum di Giuliana si rimane storditi: dal 1968, quando iniziò quella bella avventura culturale che si chiamava «Donna fotografa» (corsi che diedero impulso alla creatività femminile e che, partendo da Genova, si spostarono con successo anche a Milano) Giuliana Traverso è stata subissata di premi. Basti ricordare che nel ’93 nella St. Paul Chapel’s della Columbia University (New York), venne insignita della Laurea Honoris Causa in lettere e filosofia. E poi mille altri, dal Premio Regionale Ligure, al «Genovese Illustre». La Traverso ha tenuto mostre personali in tutte le principali città italiane, all’estero ha esposto ad Arles, Buenos Ayres, Charleroi, Chiasso, Chicago, Colonia, Dusseldorf, Locarno, Monaco di Baviera, Montreal, New York, Parigi.
Oggi ecco questo nuovo Premio che arricchisce il suo «palmarès»: «Sono soddisfatto - dice Giuliana - perché nella motivazione sta scritto che questa mia lunga esperienza professionale non l’ho tenuta solo per me ma l’ho spartita, attraverso la scuola di fotografia, con donne che hanno mostrato i miei stessi interessi». Presso i Musei di Strada Nuova (in via Garibaldi) è, in questi giorni, in atto la sua ultima mostra fotografica dal titolo stimolante: «L’insidiosa sostanza del guardare». «Genova, che è città scontrosa, - scrive Elisabetta Papone - ha capito questa elegante signora, dalla voce suadente e discreta, che con pervicace riservatezza, ha saputo educare centinaia e centinaia di sguardi e dopo tanti riconoscimenti, le ha spalancato le porte anche di luoghi deputati istituzionalmente alla vita artistica e culturale della città».
Diciamo che c’è voluto un po’ di tempo, ma finalmente anche la fotofrafia moderna, grazie a Giuliana Traverso, è entrata nel cuore culturale della città.