Una donna alla guida della Medef

Alberto Toscano

da Parigi

Laurence Parisot ha 45 anni, un sacco d'esperienza manageriale, una raffica di contatti ad alto livello e l'abitudine di non limitarsi a portare i pantaloni solo in senso letterale. È una leader nata, che ha cominciato a comandare nella piccola impresa di famiglia (porte per armadi) e che si è fatta una fama nazionale come presidente dell'Ifop, ossia di una società che realizza sondaggi a fini politici o commerciali. Oggi dovrebbe essere consacrata presidente del Medef, ossia della Confindustria francese, al termine di una prova di forza che nessuno aveva previsto. Candidato naturale alla successione del barone Ernest-Antoine Seillière de Laborde, 67 anni, alla testa del Medef era l'ex presidente del gigante siderurgico Usinor-Sacilor ed ex ministro dell'Economia (2002-2004) Francis Mer, che però si è ritirato dopo essere stato messo in difficoltà dall'inedito clima d'effervescenza scatenatosi nel mondo imprenditoriale transalpino a causa delle elezioni. La Parisot ne ha invece approfittato percorrendo la Francia per spiegare il suo programma, che si riassume in una parola: modernizzazione. Se l'economia francese dà un'impressione di limitato dinamismo del settore privato, ciò vale a maggior ragione per il Medef, che deve scrollarsi di dosso la fama di organizzazione polverosa e scarsamente sensibile alle sfide dei tempi che cambiano. Sfide a cui Laurence Parisot è invece sensibilissima. Di qui il successo dei suoi discorsi liberali, ottenuto tra gli imprenditori di un Paese che diffida istintivamente di ogni apertura proprio su questo terreno. La linea di Ernest-Antoine Seillière era stata quella dell'arroccamento a difesa delle esigenze degli imprenditori. Quella di Laurence Parisot sarà basata sull'idea dell'apertura al mondo esterno: dialogo con tutti, ma senza debolezze.
Tanto il barone Seillière dava l'impressione di un capitalismo da XX secolo quanto Laurence Parisot ha tutte le carte in regola per incarnare senza complessi le idee dell'avvenire. Con lei sarà probabilmente tutta la Confindustria francese a cambiare, anche se le resistenze interne non possono essere sottovalutate. Resistenze che hanno il volto di Yvon Jacob, il candidato alla presidenza del Medef sostenuto dalla potente lobby siderurgica.