La donna è libera se ci sta solo col politico di sinistra

Nel sexgate dell’Italia dei Valori due parlamentari sono stati assolti dall’accusa di violenza: &quot;Rapporti frutto dell’autodeterminazione&quot;<br />

Questa è la storia di Claudia, una ragazza che va a letto con un senatore e un deputato con la speranza di ottenere un posto di lavoro. Claudia vive a Bari e anche lei frequenta quel sottobosco del potere dove si promette e si paga, se possibile in natura. Solo che Claudia non fa parte del giro di Tarantini e per questo non diventerà famosa. Si risparmia un marchio, una lettera, sulla spalla. La sua storia non fa notizia e non fa politica. Non è un caso da telegiornali.
Claudia, due anni fa, si imbatte in una coppia di parlamentari. L’onorevole Pierfelice Zazzera e il senatore Stefano Pedica.

Tutti e due stanno con Di Pietro, eletti sotto il simbolo Idv. Non è un particolare irrilevante. I due, meglio dirlo subito, non hanno commesso alcun reato. C’è un atto del giudice che lo certifica. Ma questa storia ci serve a far capire qualcosa sul corpo delle donne. Come uno di quei test stupidi che si fanno d’estate: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Se vai con un papavero dell’Idv è quasi amore, «espressione della libertà di autodeterminazione della donna», se finisci con qualcun altro c’è poco da fare: ti vendi.

C’è il sesso di chi si illude e il sesso delle escort. C’è il sesso che ai pm non interessa e quello che nasconde sotto il materasso favori, tangenti, concussioni, ricatti e malacarne. C’è il sesso da intercettare e quello che va bene così. Quello morale, figlio di un partito giacobino, e quello per definizione immorale.

Claudia a tutte queste cose naturalmente non ci pensa. Ha solo bisogno di un posto di lavoro. Non sa a che santo votarsi e punta sulla scorciatoia. Questo non è il Paese delle raccomandazioni? Sarebbe bello se non fosse così, ma gli italiani sono disillusi e considerano la politica un tram per i desideri. Così Claudia si ritrova su un materasso del Palace Hotel di Massafra con l’onorevole Zazzera e poi replica all’Hotel Minerva di Brindisi con il senatore Pedica.

Tutti e due i politici dichiarano agli inquirenti che la loro era solo una normale relazione sentimentale. Non hanno fatto promesse. Claudia ci spera. Sogna un posto all’ufficio legislativo del Parlamento. Ne parla con loro. Niente. Mezze frasi, lasciate cadere lì. Nulla di sicuro. Promesse? Vaghe. Quelle strappate a letto, poi, muoiono in fretta.

L’onorevole Zazzera, però, qualcosa fa. Senza dire nulla a Claudia mette il suo nome tra i candidati dell’Idv per le elezioni regionali in Puglia. I dipietristi predicano bene, ma non si tirano indietro quando c’è da ricompensare la ragazza del letto accanto. Tonino pensa al figlio e Zazzera a Claudia. Quello che l’onorevole non si aspetta è che però Claudia dica di no. Questa storia non gli piace. Sta cercando un posto di lavoro, non le interessa fare bella presenza in consiglio regionale. Non vuole iscriversi alla lotteria del voto e degli eletti. Non si sente casta.

Claudia va da un avvocato e chiede di essere cancellata. Non sa nulla, l’hanno iscritta di nascosto. Fatto. Questo almeno lo ottiene. Niente lavoro, ma almeno non si fa prendere in giro con questa burla di candidatura. La ragazza vuole solo dimenticare tutto, chiudere con quei due e andare avanti. C’è qualcuno che però questa storia la sta prendendo male. È il suo convivente. Si sente tradito e beffato. Claudia non ha ottenuto nulla. La politica è un mondo di schifo. Chiede giustizia e così denuncia i due parlamentari. L’accusa? Violenza sessuale.

Il caso è delicato. Se ne occupa di persona il procuratore capo di Bari, quell’Antonio Laudati accusato dai suoi stessi pm di aver tenuto un atteggiamento troppo morbido sul caso Berlusconi. Il Csm gli ha dato ragione. E anche sui due politici dell’Idv non vuole enfatizzare lo scambio di prestazioni. L’accusa di violenza sessuale francamente è fragile. Zazzera e Pedica ammettono di aver avuto una relazione sentimentale con Claudia, ma lei era consenziente. È amore, o quasi amore. La candidatura? Un regalo. Come un fiore. Laudati chiede l’archiviazione. Il Gip conferma. Non c’è reato. Normali rapporti sessuali.

Nella motivazione della sentenza il giudice Marco Guida parla, appunto, di «libertà di autodeterminazione della donna». Claudia è libera di andare a letto con chi vuole. La vita privata di Pedica e Zazzera non interessa la giustizia. È giusto così. Resta solo un dubbio: ma il principio dell’autodeterminazione della donna vale solo quando in ballo ci sono i bravi ragazzi dell’Idv? Per gli altri ballano sempre le escort.