La prima donna presidente? Una di queste

In «pole position» la governatrice del Kansas e un’ex miss Alaska. Ma c’è anche una politica di origine italiana. Che si chiama Napolitano

Avanti un'altra. Chi sarà ora la prossima donna a correre per le presidenziali? Hillary Clinton avrà anche perso. Sarà anche stata criticata per l'uso del cognome del marito, anziché quello da nubile, Rodham. Ma la sua corsa per un ritorno alla Casa Bianca, non più come first lady ma come mr President, ha rotto il tabù della donna presidente, della donna capo delle Forze armate. E aperto la strada ad altre signore ambiziose.
Così la roadmap per una donna alla guida della Casa Bianca è partita. E in America è già scattato il toto nomi delle prossime papabili candidate. Hanno tutte età, storie e provenienze diverse. Chi ha seguito la carriera politica, chi è partita dalla pedana di un concorso di bellezza, chi ha scelto la strada manageriale. Ma tutte le favorite hanno in comune la capacità di avere un feeling profondo con l'elettorato.
È il caso, ad esempio, di Sarah Palin, attuale governatore dell'Alaska. Repubblicana, 44 anni, è la più giovane ad aver finora ricoperto questa carica nel suo Stato, prendendone le redini dello Stato a soli 42 anni. Miss Alaska 1984, giornalista televisiva, cinque figli di cui uno nato con la sindrome di Down e un altro nell'Esercito, la Palin piace a democratici e repubblicani. Contraria ai matrimoni gay, ha però convertito in legge provvedimenti che garantiscono agli omosessuali gli stessi benefici delle coppie etero. Nel suo curriculum figurano esperienze da buona atleta, esperta guidatrice di moto da neve e occasionale fumatrice di spinelli quando la marijuana era legale. Da non dimenticare - e questo piace ai repubblicani - che la Palin è membro permanente della National Rifle Association, potente organizzazione per possessori di armi da fuoco, che difende e promuove il diritto alla sicurezza.
Un'altra possibile miss Casa Bianca è la democratica Kathleen Sebelius, 60 anni, governatore del Kansas, figlia di un ex governatore dell'Ohio, dov'è nata, e moglie di un ex membro del Congresso. Ferma sostenitrice di Obama, molti pensano a lei come possibile vice del primo candidato nero d'America. Contraria al possesso di armi da fuoco e alla pena capitale, favorevole ai matrimoni gay, la Sebelius riscuoterebbe successo tra i giovani, nonostante la sua età. Così come per le sue doti manageriali si è affermata nientemeno che madame Hewlett-Packard, Carly Fiorina. Ex amministratore delegato della società, è responsabile finanziario della campagna elettorale di McCain. Laureata in Filosofia e Storia medievale, amante dell'Italia dove ha insegnato inglese, Carly non ha mai avuto cariche per le quali fosse stata «eletta», ma è sempre stata solo «nominata».
Nella rosa dei nomi figura anche la repubblicana Elisabeth Dole, governatrice del North Carolina, che nel 2000, a 64 anni, ha tentato la scalata alla Casa Bianca quattro anni dopo la candidatura di suo marito, Bob Dole.
Tra le più note personalità politiche indicate come possibili candidate, anche la democratica Nancy Pelosi, prima in tutto: primo presidente della Camera dei Rappresentanti donna, eletta nel 2007, prima californiana e prima italoamericana a ricoprire questa carica. Famosa anche Janet Napolitano, governatore dell'Arizona, inserita da Time nella classifica dei cinque migliori governatori americani. Sostenitrice di Obama, anche di lei si parla come di una possibile vice del senatore afroamericano. Nel caso fosse così, da non perdersi Giorgio Napolitano, in visita negli Stati Uniti, incontrare la «nipote» 51enne di un ipotetico zio d'America.
Le candidate insomma ci sono. Non più first lady, ma lady e basta. Non più mogli di, ma loro e basta. Resta il dubbio: l'America è più pronta a un presidente nero, a una donna presidente, o a nessuno dei due?