La donna di Ralph Lauren accende d’oro New York

In scena una cacciatrice con stivali da 10mila dollari. Da Calvin Klein la spina di pesce diventa alta sartoria

Giuseppe De Bellis

nostro inviato a New York

La donna di Ralph Lauren è una cacciatrice chic. Usa l'oro per aggiungere splendore a un mondo troppo maschile. Usa anche stivali ricavati da un unico coccodrillo che costano diecimila dollari. Perché anche col fucile, anche in campagna una signora è una signora. È moderna, è americana, ma potrebbe essere anche europea. Anzi a vederla è molto europea. Ha un'ispirazione tedesca, quasi tirolese: lo stilista del Bronx, che nel 2007 celebrerà i 40 anni di attività, ha vestito il prossimo autunno pensando a una donna che insegua la preda. A New York, come a Milano, a Parigi, a Mosca, a Tokio, ma anche in un bosco d'alta montagna. Il verde loden è il colore dominante, declinato in maglioni di cachemire superaderenti, o pantacalze infilate negli stivali alti alla moschettiere. Un cappotto sagomato color oliva è accessoriato con i bottoni di metallo tirolesi. E per la sera - una sera casual come si addice a una seduttrice che si rilassa dopo lo «shooting party» - il giaccone di montone color loden è abbinato a una gonna scintillante. Poi c'è anche l'abito nero, la forma perfetta.
Anche le signore cacciatrici di sera diventano più morbide. «Per il prossimo autunno, mi sono ispirato anche al romanticismo», dice Ralph Lauren che quando arriva in passerella scatena il boato. Tutti in piedi per l'unico americano che mette in crisi gli europei. Qui a New York è considerato un re. D'altronde lui nato povero nel Bronx, discendente di immigrati polacchi (il vero cognome è Lipshitz) incarna il sogno americano. E la città che l'ha cresciuto ogni volta glielo riconosce: applausi per tre sfilate consecutive perché c'è troppa richiesta per soddisfare chi vuole venire a vedere le sue creazioni. Lauren piace anche per quel suo modo di porsi, lui ricco e straricco, ma sempre normale, come se fosse ancora il commesso nel negozio Brooks Brothers. Invece adesso è perfino imparentato con la Casa Bianca: Lauren Bush, la nipote del presidente Usa George W. Bush che fa la modella, è fidanzata con David Lauren, il figlio dello stilista e il capo del marketing e della comunicazione dell'azienda del padre.
Prima di Ralph Lauren l'America della moda aveva seguito l'esordio di Francisco Costa per Calvin Klein. Il designer ha immaginato una donna sartoriale, curata e aggraziata: «Complicata, ma innocente. Delicata, ma di carattere». Una tavolozza di colori naturali e tenui con inattesi lampi di rosso. Nero, castagna e antracite si abbinano alla tinta brace. Colori delicati nelle sfumature della neve, champagne chiaro, pergamena, beige, avorio, albino. La linea seguita è quella che ha fatto la storia del marchio: «Il look pulito e gentile è anche quello più sexy e non rischia mai di scadere nel volgare». A chi gli ha chiesto perché tanto spinato, lo stilista ha risposto così: «La spina di pesce è una delle mie ossessioni. Mi consente di giocare ma in questa collezione ho voluto concentrarmi anche sui materiali più leggeri. Voglio seta, lusso: le donne di oggi vogliono essere soft, indossare giacche e vestiti di materiali soffici e femminili». Così Klein si posiziona per il futuro. Parte da una base di quelle solide: un giro d'affari di due miliardi di dollari (chiusura 2005), 1,8 di euro. L'Europa è un mercato fondamentale: il fatturato tocca i 600 milioni di euro, il 35% del totale. Forse l'Europa non conta molto, invece, per Donna Karan che ha chiuso i suoi uffici di Milano perché non ritenuti strategici per l'azienda. A New York, dove ha ancora un certo appeal, ha portato una collezione che il New York Times ha definito: «Bella, ma con un non so che...».