Donna sfigurata, no all'eutanasia

Francia: il tribunale di Digione ha stabilito che Chantal Sebire, la 52enne affetta da una grave forma di tumore che le ha sfigurato il viso, non ha diritto a essere sottoposta a un'iniezione letale

Digione (Francia) - Nonostante le sofferenze causate da una grave forma tumorale, Chantal Sebire non ha il diritto di esser sottoposta a un’iniezione letale. Lo ha stabilito oggi un tribunale di Digione, chiamato a esprimersi su un caso che ha appassionato e diviso la Francia. Madre di tre figli, 52 anni, Chantal è dal 2002 affetta da un estensioneuroblastoma: una forma di tumore rara e dolorosa, che le ha sfigurato il volto.

Secondo la procura di Digione, la domanda di Chantal non rientra nei limiti di una legge del 2005 che vieta "l’accanimento terapeutico" e dà diritto a "lasciar morire" ma non legalizza l’eutanasia. La donna chiede di poter morire con un’iniezione di penthotal e ha dichiarato di esser pronta a recarsi in Svizzera, Belgio od Olanda: Paesi, questi, dove l’eutanasia è consentita dalla legge. Il caso di Chantal ha avuto ampia eco nella stampa e nella politica francesi.

Il presidente Nicolas Sarkozy si è detto "molto toccato" dalla vicenda e ha proposto di chiedere il parere di una commissione di esperti universitari. Il ministro della Giustizia Rachida Dati, invece, ha sostenuto che "non è permesso porre fine volontariamente alla vita di qualcuno".