Donna somala umiliata e tenuta nuda per ore all'aeroporto di Ciampino

L'episodio è di luglio, ieri la denuncia dell'associazione "Antigone". La 51enne, italiana per matrimonio, tornava da Londra con 4 nipotini. Fermata, fatta spogliare, insultata. Poi rilasciata senza che nessuno faccia rapporto

Roma - Una donna somala "umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore allo scalo di Ciampino". La denuncia è dell'associazione Antigone. La donna, 51 anni, sposata con un italiano e cittadina italiana, tornava, a luglio, da un viaggio a Londra con quattro nipotini quando "è stata accusata di rapimento di bambini, traffico di clandestini e di essere un corriere di droga; è stata tenuta nuda per ore". Innocente, "nessuno le rilascia alcun verbale". La donna ha sporto denuncia. Sposata da molto tempo con Luigi Mancuso, Amina ha quattro figli che abitano a Londra.

L'episodio Lo scorso 21 luglio tornava a Roma dopo avergli fatto visita e portava con sé quattro dei suoi nipotini, tre di un figlio e uno di un altro, di età compresa tra i 7 e gli 11 anni, racconta l’associazione "Progetto Diritti" che aiuta legalmente la donna. Arrivati all’aeroporto di Ciampino, la polizia di frontiera esamina i documenti dei bimbi e decide che qualcosa non va. I minori hanno cognomi diversi tra loro. "Luigi Mancuso, giunto all’aeroporto a prendere la famiglia, viene fatto entrare nell’area doganale - spiega l’associazione -. Lo si accusa con spregio di essere correo nel reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina". I coniugi vengono interrogati sulla composizione del nucleo famigliare e sugli spostamenti effettuati. Si ispezionano i bagagli. "Nel frattempo anche i bambini sono trattenuti, a nessuno è permesso chiamare i genitori o il Consolato britannico a Roma, che tutto avrebbero potuto spiegare".

La violenza "Poi Amina è condotta in una stanza e fatta spogliare per un’ispezione corporale. Le resta addosso il solo reggiseno. Due donne - racconta ancora Antigone - le chiedono di assumere varie posizioni atte a osservare meglio le cavità del corpo. Amina acconsente. Ma quando le dicono di dover procedere all’esplorazione anale e vaginale, Amina rifiuta. Chiede almeno che sia un medico a farlo. Le donne la ingiuriano e la minacciano: 'Ti spedisco in carcere, come sei nera fuori lo sei dentro, daremo i bambini all’assistente sociale'. Il reato ipotizzato a quel punto muta: da ladra di bambini a corriere della droga. Glielo dicono in faccia sprezzantemente. La chiamano negra', minacciano di spedirla al centro di igiene mentale se non acconsentirà all’ispezione corporale".

L'umiliazione Per oltre quattro ore rimane svestita di fronte a un numero imprecisato di persone che entrano ed escono dalla stanza, poi viene ammanettata e distesa su una barella, sul corpo nudo qualcuno posa un telo di cellophane da imballo. Viene portata in ambulanza al Policlinico Casilino. Dalla perquisizione non emerge niente. "Nessuno le rilascia alcun verbale - dicono le associazioni - delle perquisizioni effettuate non rimane traccia. Le si comunica solo l’avvio di un procedimento penale nei suoi confronti per la resistenza opposta a pubblico ufficiale". Ora ad assistere Amina è l’avvocato Luca Santini.