Donna Summer, bella voce ma il suo tempo è passato

Declinando, in tutti i sensi, i fecondi anni Settanta, Donna Summer fu tra le reginette dell'imperversante disco music, auspici le furbette canzoncine del suo pigmalione Moroder. Ora rieccola, trent’anni appresso, proporci l'ennesima, e non richiesta rentrée con un manufatto che lei definisce «un caleidoscopio di colori e stili, con diverse tradizioni e sonorità etniche», nientemeno. Intanto i suoi press agent definiscono lei «leggendaria» e «audace» l'album, che invece è una prevedibile miscela di dance, simil-soul, negritudine al ducotone. Peccato, perché Donna ha sempre una bella voce, la grinta non le manca né l’astuzia di mettere in bella copia motivetti di routine.

Donna Summer Crayons (Sony-Bmg)