Una donna sventrata e gettata nella scarpata

Unico indizio, uno squarcio. Come una lunga coltellata. Sulla schiena di una donna, su un cadavere mummificato e completamente sventrato. È il giallo di Pasqua. Un giallo iniziato per caso. Perché un cane che domenica mattina faceva la sua solita passeggiata con il padrone, ha chissà perché deciso di fare un giro un po’ diverso dal consueto. Ha scodinzolato fino ai margini di via dei Carpi, a Molassana, ha richiamato l’attenzione del giovane padrone. Che vicino alla scarpata ha visto quello che restava di una donna di colore. Una parrucca bionda, uno slip, un paio di calze autoreggenti infilate su due gambe ormai in decomposizione. Un incubo per il giovane, che ha immediatamente avvertito la polizia.
Il resto è tutto nelle mani del medico legale e degli uomini della «omicidi». Qualche risposta gli specialisti l’hanno già data. La vittima dovrebbe essere una ragazza di colore, tra i 25 e i 30 anni, anche se è troppo presto per sbilanciarsi con assoluta certezza. È morta da almeno quattro mesi, a giudicare da come sono stati ritrovati i suoi resti. Ora c’è da capire a cosa è dovuto quello squarcio che il cadavere presenta all'altezza dello sterno e che raggiunge il bacino. Se è stata la ferita mortale, il colpo che ha ucciso la ragazza, dovrà stabilirlo l’autopsia. Intanto la squadra mobile è alle prese con la ricerca di tutte le persone scomparse. Si cerca nel mondo della prostituzione, gli indumenti ritrovati sul cadavere, soprattutto quella parrucca bionda, lascerebbero pensare che in fondo a quella scarpata sia stata gettata una lucciola. Sì, che sia stata gettata, perché l’ipotesi dell’omicidio è quella che la polizia sta seguendo con maggior cura, l’unica al momento in grado di spiegare una simile morte. Uno dei particolari più agghiaccianti, quello del cadavere completamente eviscerato, ha invece una logica. Il corpo abbandonato in una zona periferica della città, potrebbe infatti essere stato attaccato da animali selvatici.
Il pm Anna Canepa, che coordina l’indagine, aspetta di conoscere altre risposte. La prima, ad esempio, quella che riguarda il luogo dell’omicidio. Occorre infatti stabilire se la ragazza sia stata uccisa nelle vicinanze della scarpata o se vi ci sia stata portata in un secondo momento. E poi c’è da trovare il movente del delitto. Una punizione? Non si può al momento escludere nulla. Neppure una spiegazione che sarebbe anche compatibile con quel profondo squarcio sulla schiena: la giovane di colore potrebbe essere stata «usata» come corriere della droga da chi, per recuperare la merce, non avrebbe avuto scrupoli neppure a fare scempio del corpo della donna. Una soluzione terribilmente macabra e crudele che non sarebbe tuttavia inconcepibile in un mondo tanto duro come quello degli sfruttatori di ragazze di colore.
E questo giallo sembra voler ridare vigore alla «leggenda» dei delitti di Pasqua in Liguria. Durante queste festività infatti, negli ultimi anni, si sono spesso veriricati diversi fatti di sangue, tra i quali anche quello firmato da Donato Bilancia nel 1998. Vittima Elisabetta Zoppetti uccisa sull’Intercity Milano-Venezia, a poche ore di distanza da un’anziana accoltellata in casa a Genova, il cui killer è ancora impunito.