Donna uccisa, controlli del Ris sulle auto

Indagini a 360 gradi per far luce sul giallo di Civita Castellana. Ieri il tenente colonnello Marco Bianchi, comandante dei carabinieri di Viterbo, incaricato delle indagini sull’omicidio di Marcella Rizzello ha fatto il punto delle indagini con il pm Renzo Petroselli, titolare dell’inchiesta.
«Siamo in attesa del referto dell’autopsia e degli esiti degli accertamenti tecnici del Ris - ha detto -. Nel frattempo continuiamo a sentire delle persone, alcune delle quali già ascoltate nei giorni scorsi». Anche ieri i militari hanno convocato amici della giovane uccisa e del suo compagno Francesco Vincenzi, di 36 anni, e alcuni parenti. Scopo principale delle audizioni è la ricerca di un movente per il delitto, che gli investigatori stanno tentando di individuare in qualche episodio che, in passato, potrebbe aver visto la coppia contrapposta a qualcuno. Sono stati ascoltati a lungo anche due uomini che, in passato, sono stati legati sentimentalmente alla vittima. Per l’ora del delitto accertata dai medici legali tutti hanno fornito un alibi.
Controlli sono stati eseguiti anche in alcune auto, tra le quali quella del compagno della donna, alla ricerca di eventuali tracce di sangue. Gli inquirenti sarebbero infatti convinti che l’omicida si sia sporcato le scarpe e probabilmente anche i vestiti con il sangue della vittima. Quindi potrebbe aver lasciato qualche traccia ematica sul sedile e sui pedali dell’auto. Ma dai controlli eseguiti finora non sarebbero emerso alcunché di utile all’inchiesta.
Si è anche appreso che nessuna delle persone ascoltate finora avrebbe avuto segni evidenti di una colluttazione recente. Un particolare significativo, dal momento che i medici legali, oltre ai 5 colpi di arma da taglio, che ne hanno provocato la morte per dissanguamento, hanno riscontrato sul volto e sulle braccia della donna piccoli tagli e ecchimosi che dimostrano come abbia lottato con il suo assassino. Non è quindi escluso che anche l’aggressore abbia subito graffi. Sotto le unghie della trentenne, sono stati prelevati dei reperti che potrebbero essere frammenti di epidermide o sostanza ematica da cui risalire al dna dell’assassino. La risposta sarà fornita dai Ris tra oggi e domani.