Donna uccisa: non sarebbe un omicidio premeditato

L’omicidio non era premeditato, ma sarebbe scaturito da una discussione, poi degenerata, durante l’incontro tra Marcella Rizzello, uccisa a colpi di arma da taglio, e il suo assassino. La donna conosceva l’omicida, come fa supporre il fatto che il cane lupo di Marcella non sia stato sentito abbaiare, come faceva abitualmente quanto entrava un estraneo, e che sulle porte e sulle finestre non c’è effrazione. A meno che il cane non sia stato narcotizzato. Un quesito, quest’ultimo, che troverà risposta solo quando gli inquirenti avranno a disposizione i risultati degli esami tossicologici sul sangue della bestia.
Sono questi, allo stato, i punti fermi dell’inchiesta sull’omicidio di Civita Castellana, avvenuto il 3 febbraio scorso. Inoltre, l’assassino, prima di infliggere i colpi mortali a Marcella, sarebbe entrato in più di un vano dell’appartamento, come emergerebbe dalle impronte rilevate dai Ris. Per quanto riguarda il fatto che la donna sia stata trovata coi pantaloni del pigiama abbassati, gli investigatori stanno vagliando 2 ipotesi: una è che il pigiama gli possa essere sceso durante la colluttazione con l’assassino; la seconda, che potrebbero essere stati abbassati dall’autore del delitto per far subodorare un tentativo di violenza sessuale e sviare le indagini. La bottiglia di vetro trovata sul pavimento della camera da letto della vittima, invece, potrebbe essere stata usata come arma contundente prima dell’omicidio.