Donne, aviatori, anarchici, poeti e avventurieri

Dopo una certa «eclissi» nella memoria e nella saggistica europea, la guerra civile spagnola si riaffaccia prepotente alla ribalta col suo carico di quesiti irrisolti e col fascino cupo dell’ondata di spaventosa violenza che travolse il Paese e lo fece riemergere stordito dopo tre anni di conflitto e un milione di morti. Uno dei primi autori, se non il primo, a riproporre il tema fuori dei confini spagnoli, è stato Javier Cercas con il suo ormai celebre Soldati di Salamina, pubblicato in Italia da Guanda nel 2002 e riproposto nel 2004, con al centro la vicenda di Rafael Sanchez Mazas, scrittore e uomo politico franchista, salvato durante la guerra da un miliziano. Specialista della Guerra Civil è lo storico inglese Paul Preston di cui quest’anno è uscito in Italia Colombe di guerra - Storie di donne nella guerra civile spagnola (Mondadori, pagg. 360, euro 20): le vicende contrapposte di due ardenti sostenitrici del franchismo e di due «pasionarie» schierata sulla sponda di sinistra. Accanto al già citato saggio di Antony Beevor, indaga sulla Cause della guerra civile spagnola anche Pietro Barbieri in una voluminosa ricerca (Robin Edizioni, pagg. 648, euro 30). Uscirà a settembre da Rizzoli I ragazzi del ’36. L’avventura dei fascisti italiani nella Guerra civile spagnola di Massimiliano Griner (pagg. 320, euro 23). Nel luglio 1936 Mussolini inviò un corpo di spedizione a combattere a fianco delle forze franchiste. Tra essi uomini comuni, avventurieri e spericolate «pellacce» come Ettore Muti (che si rivelò un asso dell’aviazione e ricevette una pioggia di decorazioni) e l’ex squadrista bolognese Arconovaldo Bonaccorsi, soprannominato «el Conde Rossi».