Donne o Dio: adesso i reality spiano gli aspiranti preti

Parte il giorno di Pasqua su una rete Usa uno show che segue quattro giovani in crisi esistenziale

Silvia Kramar

da New York

I reality show americani hanno scoperto i segreti del seminario e spiano da vicino gli aspiranti preti mentre devono compiere la scelta più difficile per chiunque si avvicini alla fede: il celibato. Il copione di God or the girl, nuovo programma che debutterà negli States con una sfida spirituale proprio la sera della domenica di Pasqua, è semplice e offensivo, per questo i tre maggiori network l'hanno scartato a priori, lasciando che a mandarlo in onda fosse la rete via cavo A&E. La stessa cioè che ha in programma i tre reality più discussi del momento: Amish in the city, sulle tentazioni delle giovani ragazzine cresciute nella remota campagna della Pennsylvania a contatto per la prima volta con la città; Wife swap, su due mariti che si scambiano, nel bene e nel male, le mogli, e Black-white, in cui una famiglia di bianchi, truccati da neri, scopre il razzismo quotidiano.
Ma sia la Abc che la Nbc che la Cbs potrebbero aver perso un'occasione d'oro: a detta dei maggiori critici, che hanno visto le prime cinque puntate, al di là del titolo - quel semplicistico Dio o la ragazza spiattellato in faccia agli americani sui poster che costellano le metropoli Usa con una bella giovane in maglietta attillata - il reality è di gran lunga superiore a molti altri. Anzi: sembra di tratti di ottima televisione.
«Sembra un documentario», ha ammesso il critico del Daily News di New York. «Non c'è alcunché di ridicolo nelle difficilissime scelte dei protagonisti: applaudo il coraggio dei produttori, che hanno voluto far luce sulle scelte spirituali di questi giovani in un momento in cui l'America è alla ricerca di Dio». Come i suoi colleghi, anche lui ha apprezzato il difficile tema discusso, nel reality, dalle quattro giovani star: il ventottenne Joe Adair di Cleveland nell'Ohio; il ventunenne Dan De Matte di Columbus, Ohio; il venticinquenne Steve Horvath di Lincoln nel Nebraska e il ventiquattrenne Mike Lechnial di Scranton, nelle campagne della Pennsylvania. Adair, che ha già lasciato due volte il seminario, sta per ritornarvi per la terza, rinunciando a un buon posto di lavoro presso la John Carroll University. De Matte, che studia all'ateneo dei domenicani dell'Ohio, vive in una casetta insieme ad altri nove compagni votati, come lui, al celibato. Hanno ribattezzato la casa «Fort Zion» ma sono sottoposti, come i coetanei, alle tentazioni del mondo secolare. De Matte è profondamente innamorato di Amber, una dolce ragazza che vorrebbe sposarlo, ma sta attraversando un’esperienza mistica che lo chiama al seminario. «Non sono vergine», ammette durante la prima puntata, «anche se mi sono fermato proprio prima di...». Preso da un profondo senso di colpa per il cedimento, De Matte ha costruito una croce di cinquanta chili che si trascina sulle spalle lungo un pellegrinaggio di trenta chilometri.
Anche l'esperienza di Steve Lechniak rasenta il misticismo: spinto dalla famiglia di origine polacca a farsi prete, è innamorato di una ragazza che si chiama Aly e per sfuggirle si rinchiude in un monastero. Joe Adair parte in un pellegrinaggio francescano, senza soldi né vestiti, per arrivare alle cascate del Niagara, dove pregherà affinché il Signore lo consigli sul da farsi.
Steve Horvath stupirà amici e famiglia annunciando di aver rinunciato sia a un ottimo posto di consulente che alla sua ragazza (la quale però non cede) per diventare missionario e vivere in assoluta povertà.
Ma God or the girl è un reality, le sorprese non mancano; le ragazze, che non sono trattate solo a livello di tentatrici, non sono solo Eva per Adamo con la mela proibita, ma offrono una prospettiva di figli, famiglia, matrimonio. Dietro alla decisione dei quattro giovani c'è anche la paura di una vita trascorsa in nome della fede ma anche della solitudine. Ovviamente c'è chi legge tra le righe e accusa la rete di aver creato un reality per sfruttare gli scandali sessuali che hanno profondamente colpito la chiesa cattolica d'Oltreoceano: casi di vari sacerdoti accusati di pedofilia che hanno riportato alla ribalta il dibattito sul celibato. «Per questo ho molto ammirato il coraggio dei produttori», spiega Robert Thompson, direttore del Centro degli studi sulla televisione dell'Università di Syracuse. «Siamo scesi così in basso coi reality che vederne uno serio e sincero, mi rincuora».