Donne in pensione a 65 anni? Apertura del Pd: "Sì, se Brunetta vota la nostra legge sul lavoro"

Il ministro ombra Vittoria Franco scrive al ministro della Pubblica amministrazione: "Disponibili a sostenere la sua proposta sull'età pensionabile, ma solo se inserite in una normativa più ampia che aiuti a conciliare lavoro, maternità e carriera"

Roma - Il Pd è pronto a sostenere le proposte di Renato Brunetta sull’allungamento dell’età pensionabile delle donne, a patto che il governo sostenga il disegno di legge dei democratici a favore del’occupazione femminile. La "sfida tutta politica e tutta a favore delle donne" viene lanciata dalla senatrice Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari Opportunità del Pd, in una lettera aperta al ministro della Pubblica amminitrazione e dell’innovazione Renato Brunetta. "Noi del Pd sosteniamo le sue proposte sulla equiparazione dell’età pensionabile - scrive Franco - e lei sostiene il nostro progetto che prevede misure per promuovere l’occupazione femminile e favorire la conciliazione fra lavoro, maternità e carriera. Perché è proprio qui il problema, nella maternità che è ancora un ostacolo all’accesso al mercato del lavoro, alla carriera e alla realizzazione delle donne in un lavoro gratificante".

Una lettera La Franco scrive a Brunetta: "Sono d’accordo con lei quando dice che molti, soprattutto della destra per la verità, vogliono le donne angeli del focolare, tutte cura e famiglia. Le donne oggi sono più istruite, ma più povere e più precarie degli uomini. Per le donne laureate il differenziale salariale può arrivare anche al 25% in meno. Il livello di occupazione femminile al Sud è intorno al 31%. Ma quelle stesse donne inattive rinunciano anche a fare figli perché il futuro della coppia e della famiglia è più incerto. Vogliamo partire da questi dati ministro Brunetta? - incalza Vittoria Franco -. Vogliamo partire dai servizi educativi e alla persona? Lei sa bene che gli asili nido coprono poco più del 10% della popolazione infantile e che al Sud non arrivano al 2%. Tremonti finora non ha previsto un euro né per promuovere politiche attive del lavoro femminile né per proseguire nel piano per gli asili nido avviato da Prodi. E non può bastare l’investimento dei risparmi realizzati con l’equiparazione dell’età pensionabile. Ci dia qualche segnale - conclude Franco - che ci consenta di avere fiducia e per non pensare che questo governo voglia di nuovo intrappolare le donne in una ulteriore discriminazione: più povere, più oberate di cura e pure in pensione più tardi degli uomini".