Le donne preferiscono dormire sole

Manila Alfano

Una questione di qualità. Dormire soli fa bene alla salute e alla coppia, salvo incontrarsi ogni tanto con il partner di qua o di là. Compromessi di sana e longeva convivenza adattabili alle nuove coppie sì, ma anche alle coppie più navigate.
I vantaggi sarebbero molteplici: evitare calci e sberle di un partner insofferente nel sonno, il fastidio del suo russare, il disturbo di quella luce sul comodino accesa fino a tardi per finire il capitolo di un libro, litigi sull’aria condizionata perché lui ha caldo e lei invece vuole due coperte, o perché l’uno deve mettere la sveglia all’alba mentre l’altro vorrebbe continuare a dormire oppure semplicemente perché, in fin dei conti, a volte un po’ di spazio tutto per sé non dispiace mai.
Negli Stati Uniti il 23 per cento delle coppie ha già diviso i letti, in Italia la percentuale è più bassa ma in crescita. Secondo un sondaggio online di Parship.it, il sito dedicato ai single che cercano di non essere più tali, tra i desideri manifestati dalle donne italiane, c’è proprio quello delle camere separate. Il sito di «dating» rivela quindi che le donne sono meno disposte degli uomini ad andare incontro al partner e sognano di poter fare come Madonna e il marito, il regista Guy Ritchie, che hanno scelto di dormire in camere separate negli alberghi. La scusa che propone lei è l’aria condizionata, dannosa per le sue corde vocali, ma in un’intervista lui ha onestamente rivelato di russare e di venir quindi cacciato dal talamo nuziale anche quando la coppia è a casa.
Il sondaggio on-line, cui hanno partecipato 1359 single, mirava a capire preferenze e grado di flessibilità di donne e uomini. Le risposte di maggior chiusura sono arrivate proprio dalle donne: il 17 per cento di loro, contro il 10 per cento degli uomini, preferisce camere separate.
Ma c’è di più. Le donne sarebbero quelle meno tolleranti e meno diplomatiche: se il 49 per cento degli uomini pensa che sia necessario incontrarsi, mediando sulle reciproche esigenze anche in camera da letto, solo il 37 per cento delle donne è della stessa opinione. Quanto all’idea delle case addirittura separate, piace al 14 per cento delle donne, contro l’8 per cento degli uomini.
L’ideale sarebbe avere una camera da letto in più, oltre quella matrimoniale, la stanza dove rifugiarsi nei momenti dell’insonnia, della malattia o della lite.
Certo, i più maliziosi potrebbero obiettare e dire che il sondaggio in questione riguarda i single, i quali sono tali proprio perché molto spesso non sanno essere flessibili. Ma si è davvero sicuri che separare le camere sia solo un desiderio da «zitelli» o non piuttosto un inconfessabile desiderio anche delle vecchie coppie? Un sondaggio scientifico della National Sleep Foundation del 2005 rivela che il 23 per cento delle coppie americane adulte ha già provveduto alla divisione degli spazi. Secondo la consulente matrimoniale Linda Rogers, le stanze separate sono il primo passo verso la separazione perché «il contatto notturno a letto permette di recuperare vicinanza fisica ed emotiva, soprattutto in una società dove si corre da mattina a sera e si è sempre più autonomi». Ribatte ironico l’avvocato Cesare Rimini, noto matrimonialista milanese: «Molti matrimoni stanno insieme grazie ai compromessi, e quello del letto mi sembra uno dei più modesti».