Donne, se l’uomo diventa musa ispiratrice

A dispetto del femminismo e delle numerose rivoluzioni sul piano sociale e culturale del secolo scorso, la scelta della Galleria Arte Reale di Via Sant’Andrea 10, si dimostra coraggiosa e spiritosa realizzando la mostra «Uomo, Musa dell’arte femminile» a cura di Clizia Orlando. Dettata dalla precarietà del ruolo maschile offre nuovi spunti nelle difficile ricerca di una nuova identità e di una nuova funzione sociale. L’arte da sempre ispirata dall’emozione e dalla contemplazione estetica tutta al femminile in particolare in campo amoroso, oggi si può permettere di esprimere pensieri e sensazioni tenute nascoste per molto tempo. Così attraverso numerose forme le artiste che espongono in mostra fino al 5 luglio, rivoluzionano abitudini e tradizioni, mettendo i soggetti, ossia gli uomini in circostanze diverse. Se ne sono approfittate le donne di un momento di crisi e di ricerca di identità del tramontato maschio latino, del suo potere in decadenza anche al lavoro, in famiglia, nella società anche per il forte avanzamento del movimento gay. Da amico, amante, padre e consigliere, energico, rude e macho oggi sembra non riuscire più a esprimersi e a realizzarsi. I quadri esprimono gioie e dolori delle pittrici, compreso la sofferenza inenarrabile dell’abbandono finale, quando un compagno di vita ci lascia per sempre. L’amore sembra essere diventato un fenomeno di consumismo. Lo dimostra il collage di Alice che traduce le sembianze stilizzate di un uomo sospeso in un tempo favolistico, la verve espressiva si manifesta in un sapiente intersecarsi geometrizzante di linee a preziosismi matematici. Sulla superficie del dipinto di Giulia Bellosa l’armonia diventa universale i corpi dipinti si mischiano a collages, mentre Silvia Pisani ha mosso la sua riflessione a passo di danza, dove i rossi sono una forza evocativa. La scultura «Riflesso» in bronzo di Mirella Gerosa e l’olio «Gli innovatori» di Maria Pia Contento dimostrano le contrapposizioni sociali ed esistenziali. Gabriella Muzio riduce l’uomo a una grande «Macchia gialla» che sembra essere uscita dal Transavanguardia. In copertina del catalogo un coccodrillo al guinzaglio con la faccia da uomo.