Donne "stakanoviste", arriva un coro di sì

La risposta del mondo femminile alla proposta di Brunetta. Dall'astrofisica Hack alla ballerina Fracci: "Parliamone, ma anche ora non abbiamo privilegi"

Sandra Mondaini se n'è andata in pensione a 77 anni. E forse ne avrebbe fatto volentieri a meno. Dietro di lei c'è una schiera di donne «stakanoviste» che alla proposta Brunetta («donne in pensione a 65 anni) rispondono «sì, ma... ». Non c'è solo la radicale Emma Bonino («sì all'equiparazione, ma anche dei salari e delle carriere»), la governatrice Pd Mercedes Bresso, gli ex ministri Barbara Pollastrini e Linda Lanzillotta.

Josefa Idem «Va bene, ma allora si intervenga sugli asili nido, non si tagli il tempo pieno a scuola e non si chieda alle donne di fare sempre le acrobate», dice la campionessa olimpionica di canona Josefa Idem, 44 anni portati magnificamente e mamma di due bambini. «Porsi il problema della parità è giusto - spiega l'atleta italotedesca - meno che si cominci a farlo togliendo alle donne qualcosa che sembra un privilegio. Ha pensato il ministro a equiparare il resto, a quanto è difficile coniugare il lavoro con il ruolo di madre, a quanto questo resti sempre un tappo per la carriera? La donna quando arriva alla pensione ha fatto il doppio del lavoro, perché la giornata dura 16 ore... ».

Margherita Hack «Quello che sembra un privilegio può essere una grande fregatura», risponde l'astrofisica Margherita Hack, 86 anni, favorevole all'idea di Brunetta: «Bisognerebbe introdurre questa possibilità in modo flessibile - ha detto la scienziata - lasciando la possibilità di lavorare a chi ha bisogno di soldi. Andare in pensione a 60 anni può essere una perdita economica e ci sono tante persone che lasciano il posto di lavoro con dispiacere». Ben venga quindi il lavoro per 5 anni in più: pari condizioni per uomini e donne, spiega, perché il rischio «è quello di avere una perdita economica che neppure le donne vogliono». E nell’università? «Si può andare in pensione a 75, che è anche troppo tardi. E nessuno ha più voglia - ammette - tranne rari casi, di impegnarsi come prima a quell'età. Meglio andare a casa tutti a 65 anni. Chi poi è capace può continuare a fare la ricerca».

Carla Fracci «Mi piace l'idea che sia un obbligo, non una scelta», chiosa la ballerina Carla Fracci, 72 anni, impegnata a provare lo Schiaccianoci di Ciakovskij in scena con il tutto esaurito al teatro dell'Opera di Roma da sabato prossimo. «Ho parlato recentemente con la mia amica Rita Levi Montalcini che mi ha detto: "Sai, il cervello non invecchia". La trovo una frase straordinaria: io faccio un lavoro usurante fisicamente, come molte altre categorie di lavoratrici. Ma penso anche che dopo una certa età sia giusto dedicarsi al privato e a curare la propria salute».