Donne di teatro teatro di donne con «Il patto»

Valentina Fontana

Ha scelto come prima donna la tentazione. Così il Teatro Greco apre la rassegna Donne di Teatro, Teatro di donne, puntando l'attenzione sull'elemento femminile per eccellenza.
Cosa succede dunque quando scatta la tentazione? Come reagire di fronte ai dilemmi che inevitabilmente provoca in ognuno di noi? Bisogna cedere o resistere alle tentazioni continuando a vivere un'esistenza piatta ma sicura?
Il patto, scritto da Daniela Buzzi in scena fino al 26 febbraio, entra nell'essenza intima della tentazione raccontando una favola per adulti, uomini e donne, trasportata in uno spazio senza tempo: un uomo comune che mette in primo piano nella sua vita la razionalità, un saggio seduttivo e demoniaco, il racconto di un amore che poteva tutto fino a quando non incontrò la tentazione.
«Ma chi sarà questo saggio che ha tutte le risposte, il diavolo ammaliante? - si chiede la regista Elisabetta Vicenzi - Un angelo? O forse la coscienza che ci porta a ragionare su ciò che le nostre menti non vedono? Le risposte in scena... un saggio demoniaco che si presenta in una duplice realtà maschile e femminile, una fiamma ammaliatrice che altri non è che la rappresentazione della tentazione latente in noi, un uomo che si dibatte nel cercare di darsi delle spiegazioni; la sua fatica, a tratti addirittura incapacità, nel dare un filo logico alle proprie sensazioni, le sue convinzioni di aver trovato ogni volta il bandolo della matassa quando ogni certezza gli si dissolve davanti, facendo tornare tutto al punto di partenza».
Ecco allora la tentazione, la protagonista muta di tutto lo spettacolo. Eccola in tutte le sue sfaccettature muovere la scena.
«Raccontiamo le tentazioni comuni - continua la Vicenzi -, i soldi, l'alimentazione, il bere, la seduzione, il fumo. In tutto quello che accade in scena e nella vita non è tanto il diavolo il tentatore, quanto la tentazione stessa che è in ognuno di noi. Così la più grande tentazione per una persona che è a dieta è mangiare un piatto di pasta, così sul palco vediamo un'attrice che ha appena chiuso con le sigarette fumare un grissino».
A rappresentare la femminile tentazione il fuoco con le sue innumerevoli metafore, con le sue fiamme rese dai veli di un abito gigantesco. «Il fuoco è il fil rouge di tutto lo spettacolo - continua la regista -, accompagnando i personaggi nella narrazione di questa favola, che lascerà con il fiato sospeso fino alla fine; esso racchiuderà l'essenza intima della tentazione, della lotta e delle parole che la nostra mente ci sussurra».