Dono di classe al Carlo Felice

«Fate in modo che questo teatro non debba chiudere mai!». Con queste parole il basso Roberto Scandiuzzi ha siglato il suo concerto di venerdì sera, regalato al pubblico genovese in un momento di grave crisi del Carlo Felice. Grande successo per l'artista - affiancato nella «Vergine degli Angeli» dal soprano Simona Bertini - con applausi interminabili in platea. Timbro molto caldo, gusto e raffinatezza interpretativa, ha cantato con eleganza e intensa partecipazione, con una punta di eccellenza nel «Boris Godunov» e nell'«Evgenij Onegin» e con divertente arguzia nel bis «La calunnia» del «Barbiere» rossiniano. Peccato che a volte sia stato costretto a «spingere» la voce per emergere da un tessuto orchestrale troppo sonoro, eccessivamente «urlato», che ha snaturato - a parer nostro - il carattere e l'anima dei brani proposti, specie nella delicatissima «Norma» belliniana, di cui si è ignorata la sublime leggerezza: un gesto duro, quello di Steven Mercurio, che ha portato l'orchestra ad una esecuzione a tratti violenta, con suoni aspri e sgraziati. Domani sera nuovo appuntamento della rassegna «Voci per un grande teatro», sempre con il maestro Mercurio e con il tenore Marcello Giordani.