Con la Dop lo «Squacquerone di Romagna» conquista l'Europa

Concessa la denominazione d'origine protetta anche al Nostrano Valtrompia, formaggio a pasta extradura dal gusto di zafferano che batte sul tempo il Bagoss, illustre concorrente bresciano. All'Uva di Puglia va l'Indicazione geografica protetta

«Il riconoscimento di altri due prodotti italiani DOP e uno IGP è la conferma della bontà della nostra politica agroalimentare. Ancora una volta viene premiato il sistema produttivo italiano, esempio per tutti di affidabilità, trasparenza e qualità». Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, ha commentato la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea delle domande di registrazione delle denominazione di qualità per lo «Squacquerone di Romagna», il «Nostrano Valtrompia» e l'«Uva di Puglia». Per ottenere il marchio di qualità, però, bisognerà attendere sei mesi - il tempo per permettere agli altri Stati membri di presentare eventuali istanze di opposizione - dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, il 15 ottobre. Il marchio Dop (Denominazione d'origine protetta) tutela anche dal punto di vista giuridico quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti; quello Igp (Indicazione geografica protetta) tutela i prodotti agricoli e alimentari la cui qualità o la cui reputazione dipende dalla zona di produzione.
Lo Squacquerone di Romagna DOP è un formaggio cremoso a pasta molle e a maturazione rapida, prodotto con latte vaccino nell'area geografica che comprende le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna e parte del territorio di quella di Ferrara. Nasce come prodotto dalla lavorazione codificata fra il Settecento e l'Ottocento ma la tradizione popolare lo vuole in produzione dal Primo secolo dopo Cristo.
Il Nostrano Valtrompia DOP, formaggio semigrasso a pasta extra dura prodotto con latte vaccino crudo con l'aggiunta di zafferano, batte sul tempo i parenti prossimi delle valli bresciane che sono in caccia della DOP da decenni: il Bagoss, il rinomato formaggio prodotto nella zona di Bagolino, Valle del Caffaro-Valle Sabbia, fin dal Cinquecento apprezzato nella sua versione d'alpeggio (estiva) dalle famiglie patrizie della Serenissima; e il meno conosciuto Silter, formaggio a pasta semicotta della Valle Camonica molto amato dagli appassionati più avvertiti e competenti. La zona di produzione e di stagionatura del Nostrano Valtrompia DOP è compresa tra i Comuni della provincia di Brescia ricadenti nella Valle Trompia. L'Igp «Uva di Puglia» è riservata all'uva da tavola delle varietà Italia bianca, Victoria bianca, regina bianca, Michele Palieri nera, Red Globe rosata. È prodotta nella zona che comprende tutti i territori dei Comuni delle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Taranto e Lecce posti al di sotto dei 330 metri sul livello del mare.
«Esprimo grande soddisfazione per un risultato, ottenuto dopo oltre dieci anni dalla presentazione della domanda da parte dell'Associazione dei caseifici specializzati nella produzione, che riconosce l'unicità del territorio e la grande passione dei produttori che hanno saputo preservare le caratteristiche di un prodotto che, da moltissimi anni, si identifica con la Romagna» Così l'assessore regionale all'agricoltura dell'Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha commentato la Dop per il formaggio romagnolo.
«I tanti ostacoli incontrati durante la lunghissima procedura di registrazione - ha proseguito Rabboni - ci hanno fatto comprendere la grande popolarità conquistata sul campo dallo Squacquerone di Romagna. L'attribuzione della DOP contribuirà a riportare al territorio e ai caseifici che lo producono nel rispetto del disciplinare l'intero valore del prodotto e consentirà di consolidare la posizione di primissimo piano che la nostra Regione ha conquistato a livello nazionale ed europeo per il numero di DOP e IGP».