Doping, avviso di garanzia allo spagnolo Valverde

Il ciclista è accusato di «uso o tentato uso di doping», all'interno dell'Operacion Puerto. A breve sarà interrogato dal capo della Procura antidoping del Coni, Ettore Torri. Rischia due anni di squalifica

Era atteso lunedì, scorso, l'udienza è slittata a mercoledì per poi diventare realtà in queste ore: il ciclista iberico, Alejandro Valverde è ufficialmente indagato dalla procura antidoping del Coni. Arrivato qualche minuto prima delle 17 al Foro Italico, il ciclista è stato subito avvicinato dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazione che gli hanno notificato l'atto. La procedura ha coinvolto anche un interprete che ha spiegato i dettagli del documento a Valverde. Il ciclista sta per ora essere interrogato dal capo della Procura antidoping del Coni, Ettore Torri. Il corridore spagnolo Alejandro Valverde è accompagnato da due avvocati, uno spagnolo, Josè Rodriguez Garcia e uno italiano, Federico Cecconi, dal manager Antonio Sanchez e dal direttore sportivo della sua squadra (la Caisse d'Espagne), Eusebio Unzue. Ancora nessuna affermazione da parte del ciclista: al termine dell'udienza di Valverde di fronte al procuratore dell'Antidoping del Coni, Ettore Torri, si terrà una conferenza stampa. «Un atto dovuto», ha semplicemente affermato un portavoce del Coni. Valverde, coinvolto nell'inchiesta spagnola «Operacion Puerto», era stato convocato dal Coni per la contestazione di «uso o tentato uso di doping» dopo l'incrocio sui dati DNA delle sacche di sangue sequestrate durante l'inchiesta iberica e quelli del controllo sangue-urine effettuate il 21 luglio 2008 in Italia, durante lo sconfinamento del Tour in territorio italiano. Adesso rischia due anni di squalifica.