Doping, Baldini: "Io non ho preso niente"

Dopo Marta Bastianelli c'è un altro componente della spedizione italiana a Pechino risultato positivo a un controllo antidoping per un diuretico. E' il fiorettista Andrea Baldini, leader della classifica di coppa del mondo. Lui: "Non ho preso nulla"

Pechino - Secondo caso di doping per l'Italia. E secondo atleta (nel giro delle medaglie olimpiche) squalificato alla vigilia dei Giochi. Dopo la campionessa del mondo in carica di ciclismo su strada Marta Bastianelli nella rete dell'antidoping è finito il fiorettista Andrea Baldini, leader della classifica di coppa del mondo e grande favorito per l’oro olimpico. Baldini è risultato positivo ad un diuretico in un test antidoping effettuato dalla federazione internazionale scherma durante i campionati europei di Kiev. L’atleta sarà subito escluso dalla squadra azzurra. Al suo posto per prova del fioretto individuale è stato convocato il bresciano Andrea Cassarà. Campione europeo in carica, Cassarà ha già conquistato una medaglia d’oro ai giochi olimpici, nella prova a squadre del fioretto ad Atene 2004.

La difesa "Non ho preso nulla dottore". Si è difeso così Andrea Baldini durante una telefonata con il medico federale Antonio Fiore. Lo ha confermato l’ufficio stampa della Federscherma. Baldini è ancora a Livorno e sarebbe dovuto partire per Pechino domani sera mentre Fiore è già in Cina. "È una cattiveria, una carognata. Mio figlio non si merita tutto questo" dice la madre di Baldini, Rita.

Stupore in federazione Rammarico e stupore presidente della federazione scherma italiana, Giorgio Scarso: "Pur riconoscendo la correttezza sempre manifestata in passato dall’atleta, che nel corso della stagione è stato già sottoposto a decine di controlli antidoping esprimo grande rammarico e stupore per quanto evidenziato dal controllo antidoping". Scarso ha chiesto alla procura federale della Fis, di aprire un’immediata inchiesta al fine di accertare eventuali responsabilità di altri tesserati, se la positività di Baldini venisse confermata anche alla controanalisi.

Fine della favola Per Baldini Pechino poteva essere l'occasione per affermarsi definitivamente a livello internazionale. Il 23enne fiorettista di Livorno (della squadra dell’Aeronautica militare) arrivava alle Olimpiadi come uno dei grandi favoriti per la corsa all’oro. Una carriera fulminante quella del toscano, che a Pechino andava a caccia della sua prima medaglia olimpica. Due volte campione d’Europa, nel 2005 a squadre e nel 2007 nel fioretto individuale, Baldini ha sfiorato più volte il colpo grosso ai campionati del Mondo, finendo secondo nell’individuale sia a Torino nel 2006 che a San Pietroburgo nel 2007, ma centrando il titolo iridato nella gara a squadre di quest’anno, proprio a Pechino. L’esplosione del fiorettista toscano arriva a soli 19 anni, nel 2005, quando giunge poi terzo ai campionati europei (oro nella prova a squadre) guadagnandosi la conferma per il campionato mondiale di Lipsia, dove arriva secondo nella competizione a squadre e sesto in quella individuale. Il 2006 è l’anno della consacrazione: terzo nella classifica generale di Coppa del Mondo, conquista l’argento individuale in ottobre al campionati mondiale di Torino dove viene sconfitto in finale dal tedesco Peter Joppich e rimedia anche bronzo nella competizione a squadre. Nella Coppa del Mondo del 2007 dopo una partenza lenta infila una serie di risultati che lo portano alla vittoria finale: vittoria a Seul, secondo posto a L’Avana, terzo a Bonn, Espinho e Il Cairo. Ai Mondiali di San Pietroburgo l’oro gli sfugge ancora (battuto nuovamente da Joppich), ma a consolare il livornese nello stesso anno arriva il titolo europeo individuale, battendo 15-13 il tedesco Benjamin Kleibrink, secondo a meno di venti punti nella Coppa del Mondo dello stesso anno. L’anno olimpico sembrava cominciato con i migliori auspici per l’azzurro, con la leadership in Coppa del Mondo e l’oro a squadre ai campionati mondiali di Pechino, poi la delusione agli Europei di Kiev con un deludente quinto posto e infine questa positività al doping che lo elimina dai Giochi ancor prima del via.