Doping, Basso confessa e collabora col Coni Il legale: "Ivan sa di aver fatto la cosa giusta"

Il ciclista varesino, coinvolto nell'Operacion Puerto, legata al dottor Fuentes, ha scelto di parlare: ammettendo la sua colpevolezza e collaborando con la Procura antidoping del Coni. Svolta decisiva: si è presentato spontaneamente per deporre. Il presidente della Federciclismo Di Rocco: "E ora non lasciamolo solo"

Roma - "Ivan Basso ha ampiamente ammesso le proprie responsabilità relative all’Operacion Puerto e ha fornito la massima collaborazione per chiarire i fatti relativi al suo coinvolgimento". Lo rende noto il Coni attraverso una nota. Il corridore varesino, ascoltato dalla Procura antidoping mercoledì scorso, oggi è stato nuovamente sentito "su sua spontanea presentazione". Basso è coinvolto nell’Operacion Puerto, l’inchiesta avviata dalla magistratura spagnola su una presunta rete internazionale di doping. La settimana scorsa, subito dopo la prima audizione davanti alla Procura, il vincitore del Giro d’Italia 2006 aveva rescisso il contratto con la formazione della Discovery Channel.

Il legale Ivan Basso è "sereno e consapevole di avere fatto la cosa giusta". Lo ha detto il legale del ciclista varesino dopo l’audizione in cui il vincitore del Giro d’Italia dello scorso anno ha confessato alla Procura Antidoping del Coni le proprie responsabilità nel quadro dell’Operacion Puerto. "Renderemo pubbliche tutte le nostre considerazioni al più presto - ha detto Massimo Martelli - questa sera con un comunicato e domani, presumibilmente a Milano, con un incontro con la stampa". Quindi Martelli torna sulle ragioni della confessione: "Se ha fatto quello che ha fatto è perché ama il suo sport: ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che era il caso di levarsi questo peso da dosso, dalla coscienza. Non stava bene, non era sereno, ma teso da morire: poi durante l’interrogatorio si è sciolto, nel parlare piano piano ha recuperato e ha dimostrato un gran carattere".

La prima audizione Basso lo scorso mercoledì era stato ascoltato dalla Procura in merito al suo coinvolgimento nell’inchiesta spagnola e dopo circa due ore di audizione le due parti avevano deciso di aggiornare l’incontro a data da destinarsi. Il ciclista di Cassano Magnago era stato convocato sulla base del nuovo materiale acquisito dalla Procura antidoping, che dopo la prima audizione aveva fissato al prossimo giovedì l’audizione di Alessandro Kalc, tecnico friulano sospettato di avere svolto il ruolo di "corriere" per il medico spagnolo Eufemiano Fuentes, considerato il cardine della vicenda e avvicinato a Basso e numerosi altri ciclisti di spicco.

Di Rocco "Ivan ha fatto esattamente quello che tutti chiedevano a Pantani e che Marco non fece: ora, ve lo chiedo a nome del ciclismo, non lasciate solo Ivan Basso". Il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, ha appreso con soddisfazione gli sviluppi della vicenda relativa all'Operazione Puerto, con la collaborazione del corridore varesino presso la Procura antidoping, nella riunione di oggi ancora in corso di fronte alla procura antidoping del Coni.