Doping, Gibilisco squalificato due anni

L'astista paga il coinvolgimento nell'inchiesta "Oil for drug" e le frequentazioni con il medico Santuccione. L'ex campione europeo e bronzo mondiale ha annunciato il ritiro

Roma - Atterra sul duro Giuseppe Gibilisco. L'astista siciliano è stato squalificato per due anni per doping. La commissione giudicante ha confermato la richiesta della procura antidoping. Dalla medaglia d'oro europea e dal bronzo mondiale ai pomodori di Pachino, vicino alla sua Siracusa. L'astista di punta dell'atletica italiana aveva già promesso che in caso di squalifica, "anche solo un'ora", avrebbe smesso. Farà ricorso, ma è come saltare 6 metri per un comune mortale che non si chiami Sergei Bubka. E dunque si ritirerà. Paga le frequentazioni "dubbie". Come "consigliori" usava il dottor Carlo Santuccione, medico abruzzese già coinvolto (e condannato per storie di doping). Intercettazioni a confermare i "suggerimenti". Gli stessi documenti che hanno inchiodato il ciclista Eddy Mazzoleni e porteranno davanti alla commissione antidoping il vincitore del Giro d'Italia Danilo Di Luca.

La squalifica Due anni di squalifica: questa la sanzione inflitta dalla commissione giudicante della federazione italiana di atletica all’ex campione del mondo di salto con l’asta Giuseppe Gibilisco coinvolto nell’inchiesta "Oil for drug". La commissione giudicante, presieduta da Sergio Rosa, ha confermato così la richiesta espressa dalla procura antidoping di due anni di stop. Soddisfatto il viceprocuratore Franco Cosenza che ha preso parte all’udienza rappresentando l’accusa, "perché è stato riconosciuto il lavoro svolto dalla procura". Deluso, Gibilisco ha annunciato che farà ricorso contro la squalifica di due anni ricevuta oggi dalla commissione giudicante della Fidal. "Mi ritrovo a pagare senza sapere perché", ha detto l’ex campione di salto con l’asta, che poi si è lasciato andare anche ad una battuta: "Mi ritrovo da Pechino a Pachino", ha aggiunto il 28enne siciliano riferendosi alla certezza della sua assenza alle Olimpiadi del prossimo anno. Gibilisco, interrogato sulla sua scelta di rivolgersi ad un medico coinvolto in vicende di doping ha risposto in maniera secca: "Beh, lo sapete voi".

Parabola discendente Da quando è scoppiato lo scandalo, legato alla sua frequentazione con il medico abruzzese Carlo Santuccione, la carriera di Gibilisco sembra essersi ricoperta di numerose ombre. Il 28enne atleta di Siracusa, squalificato per due anni dalla commissione giudicante della Fidal, ha cominciato a praticare il salto con l’asta a 13 anni ed è stato allenato dallo stesso tecnico del grande Sergei Bubka, Vitaliy Petrov. Gibilisco vanta nel suo palmares come risultato più prestigioso il titolo di campione del mondo conquistato a Parigi nel 2003. In quella gara mozzafiato Gibilisco migliorò per ben due volte il record personale e italiano aggiudicandosi il gradino più alto del podio con la misura di 5.90 metri. L’anno successivo, alle Olimpiadi di Atene, è arrivato poi un altro risultato eccellente: bronzo con la misura di 5.85 metri. Proprio grazie a questa brillante prestazione il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli ha conferito l’onorificenza di "Cavaliere della Repubblica" per meriti sportivi. Per Gibilisco gli ultimi due anni sono stati caratterizzati da alti e bassi. Nel 2005, a Firenze, ha vinto la sua prova in Coppa Europa contribuendo in modo decisivo al terzo posto finale dell’Italia. Nello stesso anno, invece, non è riuscito a confermarsi ai vertici arrivando solo quinto (con un salto da 5.50 m) ai campionati mondiali di atletica leggera di Helsinki. Nel 2006 ennesima delusione con il settimo posto agli Europei di Goteborg. Di recente, visto il suo coinvolgimento nell’indagine "Oil for Drug", Gibilisco si è visto rifiutare l’iscrizione a numerosi meeting estivi. Ora questo lungo stop che, come ha detto più volte lo stesso atleta, potrebbe preludere all’abbandono dell’attività.