Doping, nell’agenda di Fuentes anche Real Madrid e Barcellona

Il medico: «Mi telefonò un club italiano». I catalani pronti a querelare, per i madridisti Ronaldo nega tutto

Claudio De Carli

Real Madrid, Barcellona, Valencia e Betis Siviglia: ora che l’Operacion Puerto ha coinvolto anche il mondo del calcio, la Spagna trema.
«Doping: il calcio dopo il ciclismo», titola in prima pagina il francese Le Monde che rivela di «essere entrato in possesso dei piani di preparazione atletica di quattro club spagnoli per la stagione 2005-2006». I programmi secondo Le Monde sarebbero stati scritti dal dottor Eufemiano Fuentes, il medico spagnolo sospettato di essere al centro di un traffico di sostanze dopanti e di sangue per emotrasfusioni, finito agli arresti nel maggio scorso assieme al manager Manolo Saez, due personaggi illustri del ciclismo spagnolo.
Secondo Le Monde, tramite un codice fatto di simboli e segni identificativi, Fuentes consigliava ai club l’utilizzo di prodotti dopanti personalizzati per ogni calciatore. Il primo documento analizzato da Le Monde è la programmazione della stagione 2005-2006 del Barcellona, mirata per rispondere all’obiettivo principale: il trionfo in Champions league, poi effettivamente vinta. Sul foglio sarebbero presenti numerosi simboli in relazione al grado di difficoltà degli impegni, frecce, cerchi e sigle, che la Guardia Civil ha decodificato, arrivando alla conclusione che corrispondono a prescrizioni di prodotti dopanti che poi il club somministrava ai calciatori.
Il lavoro è stato lungo e meticoloso, gli investigatori hanno realizzato che, ad esempio, la lettera «e» chiusa tra due parentesi corrisponde alla trasfusione di sangue, mentre il «punto dentro a un cerchio» si riferisce alla somministrazione di Epo.
Fuentes ha confessato di essere entrato in contatto con ciclisti, ginnasti, sprinter, pugili e calciatori, ma dopo le minacce di morte ricevute si è chiuso in un rigoroso silenzio: «Non posso parlare, metterei a repentaglio la mia vita e quella dei miei cari. Il calcio? È uno sport più protetto degli altri, neppure la Guardia Civil fece dei rapporti quando venne a conoscenza di certe cose». I quattro club hanno subito smentito, Barça pronto a querelare, il Real ha mandato avanti Ronaldo: «Noi calciatori non abbiamo nulla da nascondere. Molto spesso veniamo sottoposti a controlli ed anche a test a sorpresa. Se qualcuno fosse colpevole, verrebbe scoperto». Fuentes ha aggiunto che avrebbe ricevuto richieste anche da un club italiano ma le avrebbe rifiutate. Il mondo del calcio mira a screditare il medico, ma proprio Jesus Manzano, ex ciclista che con le sue dichiarazioni scatenò l’inchiesta Operacion Puerto, ha detto: «Mentre mi trovavo nello studio medico di Fuentes, vidi un calciatore del Real Madrid».