Doping, storica maxisqualifica: 4 anni all'italiano Priamo

A infliggerla il Tas (Tribunale sportivo), accogliendo le tesi della Procura del Coni. Il ciclista era stato tirato in ballo dal compagtno di squadra Sella

Mano pesantissima, squalifica storica. Quattro anni per doping al ciclista italiano Matteo Priamo. Lo ha deciso il Tas di Losanna, accogliendo il ricorso presentato dalla procura antidoping del Coni contro l'assoluzione per insufficienza di prove del corridore che era stata disposta dal Tna (Tribunale nazionale antidoping) lo scorso 27 febbraio. Il caso di Priamo era stato esaminato dal Tna dopo la confessione di Emanuele Sella, che aveva ammesso di avere assunto il Cera, Epo di terza generazione, fornitagli dallo stesso Priamo nel 2008.
Priamo e Sella all'epoca dei fatti erano compagni di squadra nella Csf Navigare. Il Tna aveva deciso di scagionare Priamo dalle accuse. La decisione del Tas ha accolto il ricorso presentato dalla procura antidoping lo scorso 14 aprile con richiesta di quattro anni di squalifica. La squalifica di Priamo comincia a decorrere dal 27 febbraio del 2009. Secondo il Tas, la violazione degli articoli 2.6 e 2.8 (possesso di sostanze vietate e somministrazione ad atleti) del codice mondiale antidoping è stata «sufficientemente dimostrata».