Doping Il Tas sospende la squalifica di Mannini e Possanzini In Francia calcio sotto accusa: steroidi nei capelli dei giocatori

Per ora se la sono cavata: Davide Possanzini (Brescia) e Daniele Mannini (Napoli) potranno tornare a giocare fin dalla prossima giornata di campionato. Il Tas, Tribunale d’arbitrato sportivo, di Losanna ha avuto pietà e «sospeso a titolo temporaneo» la squalifica di un anno che era stata loro comminata per essersi presentati in ritardo di circa mezzora ad un controllo antidoping il 1° dicembre 2007, quando entrambi giocavano nel Brescia in serie B.
Per il momento ha vinto la posizione della Federcalcio, che aveva ritenuto la squalifica sproporzionata rispetto al “peccato” commesso: i due, infatti, non avevano saltato il controllo, dal quale erano usciti puliti, avevano ritardato soltanto perché trattenuti nello spogliatoio da una sfuriata del presidente del Brescia. Le colpe, semmai, erano da addebitare alla società e alla sua gestione avventata dell’obbligo.
Ieri la corte elvetica ha congelato le sospensioni, imposte nel mese di gennaio. Infatti il Tas ha sospeso temporaneamente le squalifiche sulla base del ricorso presentato dall’Assocalciatori italiana, in particolar modo per via delle nuove prove fornite a sostegno della posizione di Mannini e Possanzini. Il Tas dovrà ora stabilire se i nuovi elementi presentati dall’Aic possano essere considerati. Nel caso in cui le prove dovessero essere accettate dalla corte di Losanna, il procedimento a carico dei giocatori verrebbe riaperto. Le squalifiche inflitte dal Tas erano scaturite da un ricorso dell’agenzia mondiale antidoping, la Wada, contro federcalcio, Coni, Assocalciatori e contro i due giocatori.
Da un doping all’altro: l’agenzia francese antidoping ha annunciato di aver riscontrato tracce di steroidi anabolizzanti in test fuori dalle competizioni, effettuati a fini statistici in quattro sport: calcio, rugby, ciclismo professionistico e amatoriale, atletica leggera. Atleti scelti in modo casuale. Sul totale di 138 campioni di capelli prelevati agli atleti, e consegnati ai laboratori di Parigi e Strasburgo, il 16,5 per cento ha fatto rilevare risultati «preoccupanti» ed anormali.
Il calcio è lo sport più coinvolto con il 21,8% dei casi: effettuati 32 test, in 7 è emersa la presenza dell’ormone Dhea, che fa parte della lista vietata dalla Wada. Il Dhea è un ormone che si può trovare in alcuni integratori alimentari americani. In Francia è rilasciato solo su prescrizione medica e preparato in farmacia, ha precisato Michel Rieu, direttore medico dell’Agenzia. Negli anni ’90 veniva usato per ritardare l’invecchiamento. Una volta di più si riscontrano connivenze fra atleti e medici.
I campioni presi agli atleti dei quattro sport, rilevano in 18 di essi tracce di Dhea, 3 con valori anormali di testosterone ed uno presenta entrambi i casi di irregolarità. In totale 22 campioni contenevano tracce di steroidi. L’agenzia francese non potrà distribuire sanzioni disciplinari e nemmeno divulgare i nomi degli atleti.