Doposcuola di arabo 320 alunni a lezione Dutto: «Un successo»

Frequentano anche cento ex allievi di via Quaranta, ora iscritti alle statali

Sono cominciati ieri a Milano, in sette scuole pubbliche, i corsi di arabo al pomeriggio per 320 alunni delle elementari e delle medie. Tra gli studenti, quasi tutti arabofoni, vi è anche un centinaio di bambini e ragazzi provenienti dalla ex scuola islamica di via Quaranta, studenti che, nell'ultimo mese, si sono iscritti negli istituti statali. Molto soddisfatto l’assessore all’Educazione, Bruno Simini: «Il dosposcuola in aggiunta alla scuola pubblica non è una delle possibilità, è l’unica possibilità. Questa soluzione garantisce da una parte l’istruzione italiana e dall’altra le attività che tengono vive le radici culturali dei Paesi d’origine. È una soluzione resa possibile dalla riforma Moratti». Mario Dutto, direttore dell'Ufficio scolastico regionale della Lombardia, è quasi sorpreso dal numero di adesioni: «La risposta a questi corsi è stata al di là delle aspettative e le famiglie dei ragazzi sembrano soddisfatte dell'iniziativa: questo successo dimostra quanto la scuola pubblica sia pronta e aperta nell'accogliere diverse esigenze».
I corsi di arabo nelle scuole pubbliche sono in tutto 20, di cui 17 nelle elementari. In genere si tratta di due ore settimanali per 20 settimane, e gli insegnanti sono tutti madrelingua. Gli allievi sono di famiglie originarie dell' Egitto, Marocco, Algeria, Tunisia, Giordania, Siria, più un italiano.
Al momento, però, circa 200 ex alunni della scuola di via Quaranta non sono ancora stati iscritti agli istituti pubblici: una piccola parte (circa una ventina) ha fatto ritorno in Egitto, paese da cui proviene la grande maggioranza dei genitori che facevano riferimento alla scuola non autorizzata, chiusa dal Comune di Milano. Gli altri genitori stanno cercando una soluzione, con l'appoggio del consolato egiziano di Milano, seguendo il percorso per la costituzione di una scuola straniera all' estero. «Non ne so nulla - dice Dutto - e comunque fare una scuola straniera non è un fatto immediato: ci sono diverse procedure e serve sempre il via libera del ministero dell'Istruzione italiano».