Doppia festa per il «pupone»: con 451 presenze in maglia giallorossa, ha superato anche il mitico Giacomo Losi Totti re del gol. Spalletti: migliorerà Travolto il Parma per 3-0. Il capitano diventa, con 139 reti, il calciatore in attività più prolifi

Nessuna pietà in casa. Davanti ai propri tifosi la Roma ribadisce di essere un tritatutto senza dannarsi troppo l’anima. Il 3-0 al Parma sa quasi di formalità per gli uomini di Spalletti. Ma ieri è stata festa soprattutto per il capitano col dito in bocca. Con 139 reti in serie A, Totti è diventato il miglior cannoniere in attività staccando Chiesa di una lunghezza. Il numero dieci supera anche il primato di Losi, arrivando a giocare la partita numero 451 con la maglia della Roma. Il quattordicesimo gol di questo campionato arriva di testa, di certo non il colpo prediletto, per gli strani scherzi del destino, in una ricorrenza così importante. Ma spiana la strada alla settima vittoria interna consecutiva di una Roma titubante nel primo tempo, chiuso sullo 0-0, ma disinvolta nella ripresa dopo il vantaggio.
«Cosa non ha funzionato nel primo tempo? - commenta Spalletti -. Noi abbiamo sbagliato qualcosa in più, però onestamente bisogna anche dire che si gioca anche contro un avversario, che ha disputato una buonissima frazione iniziale. Durante l’intervallo abbiamo ritrovato la sicurezza nelle nostre potenzialità e nella ripresa la squadra ha fatto bene, strameritando la vittoria».
Fatti i complimenti a Francesco Totti, autore del doppio record di presenze e reti in A («Siamo contenti ma per me può ancora migliorare la sua percentuale»), Spalletti non può non ritenersi soddisfatto per una panchina che, dopo il mercato invernale, è diventata davvero all’altezza: «Con tante partite da giocare, e ora ricomincia la Champions, ci faranno comodo gli ultimi arrivati e spero che questi creino degli stimoli verso chi gioca più spesso».
Poi un doveroso accenno ai fischi durante il minuto di raccoglimento per i fatti di Catania. «Non so se i fischi della curva Sud erano diretti alle forze dell’ordine, mi sono accorto di questo nei momenti in cui c’era silenzio, di certo chi li ha fatti ha sbagliato: servirebbe più rispetto per certe cose». «Per fortuna il resto del pubblico li ha sovrastati con un applauso - ha proseguito -. Non si deve dare visibilità a chi si comporta male, e con questo penso soprattutto a quei cani sciolti che di notte hanno scritto sui muri invettive contro le forze dell’ordine dopo i fatti di Catania».
Quanto agli stadi chiusi al pubblico, il tecnico ribadisce che ci «voleva un segnale forte», del resto «bisognava accettare le decisioni prese dal governo». «Ma ora - conclude - bisogna lavorare per riaprire gli stadi, per famiglie e bambini. La soluzione non è chiudere, è aprire, il fatto di porre sempre dei limiti, delle recinzioni crea stimoli a scavalcarli. Lo ripeto ci voleva qualcosa che desse una smossa alla situazione ed è giusto che tutti si siano adeguati. Ora però tutti insieme bisogna lavorare per tornare ad avere stadi pieni». E soprattutto, viene voglia di aggiungere, sicuri.