La doppia notte di Marassi: Genoa da sogno, scontri da incubo

Agguato dei tifosi juventini sventato dalla polizia che sequestra un arsenale

Luca Russo

Da sogno in campo, da incubo fuori. Ecco i due lati della grande notte della sfida tra Genoa e Juventus che ha regalato un pareggio fatto di spettacolo emozioni e qualche recriminazione durante i novanta minuti e poi pagine di cronaca nera con scontri tra tifosi e forze dell'ordine. Il match era inserito tra quelli ad alto rischio e il livello di attenzione della questura di Genova ha impedito che si trasformasse in un autentica guerriglia. Le premesse c'erano tutte già prima del match con un tentativo dei tifosi bianconeri di venire a contatto in autostrada con quelli rossoblù, provenienti su pullman dal levante ligure, in un autentico agguato preparato al casello di Genova Est dopo aver deviato il proprio percorso originari. L'intervento della polizia ha impedito che il disegno criminoso si concretizzasse. Ma le intemperanze dei supporter juventini sono proseguite all'interno del Ferraris.
Nel corso del match dal settore ospiti è stato srotolato un idrante che è stato messo in funzione e orientato verso la gradinata Sud con il conseguente fuggi-fuggi generale. Al fischio di Farina si è quindi registrata l'escalation della violenza con i lanci di oggetti e addirittura un estintore da parte del settore ospiti e le cariche di polizia e carabinieri all'interno della «gabbia» per cercare di placare le intemperanze. Alla fine il bilancio parla di quattro tifosi juventini denunciati e di 15 contusi. Il più grave tra i feriti è un poliziotto che ha riportato la frattura di una mano e altre lesioni, giudicato guaribile in 40 giorni e un carabiniere a cui è stato rotto un dente. Ma i tifosi bianconeri si volevano spingere oltre, alla vera e propria guerriglia. La prova è arrivata con il sequestro su tre pullman del gruppo bianconero dei «Viking» di un autentico arsenale composto da 5 tronchi d’albero, 39 aste di bandiera rinforzate, 2 spranghe di ferro, 1 cutter, 2 bastoni di legno, 11 bombe carta, 1 sfollagente, 10 tubi di rame, 50 tondini in ferro, 50 petardi e numerose pietre. Questo sequestro potrebbe presto portare all'identificazione dei tifosi che viaggiavano a bordo dei tre torpedoni, tutti fotografati e ripresi da videocamere, mentre scendevano dai pullman per raggiungere lo stadio. Gli ultrà rischiano provvedimenti di interdizione da parte delle questure di Genova e Torino all’accesso alle competizioni sportive (il «Daspo»), che varia da uno a tre anni, talvolta con l’obbligo di firma. Fuori dallo stadio infine ci sono state cariche di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine contro un gruppo di tifosi del Genoa che tentavano di entrare nel settore riservato agli juventini. Scontri, disagi, costi per la collettività insomma e così il questore di Genova Salvatore Presenti nel commentare la nottata del Ferraris ha auspicato che al controllo dell’ordine pubblico all’interno degli stadi collaborino in futuro gli steward.
Sul fronte del calcio giocato invece, il Genoa ha beneficiato ieri di una giornata di meritato riposo dopo la bella prestazione di venerdì che ha fatto intuire come davvero il «novembre nero» di Gasperini sia alle spalle. Questa mattina a Pegli ci sarà la ripresa dell'attività in vista del ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia mercoledì sera al Ferraris con l'Empoli con la consapevolezza, che pur tra le assenze di Milanetto, Rossi e Sculli, la squadra sembra aver ritrovato l'originaria compattezza atletica e tattica. «Mi è piaciuto anche il grande carattere della squadra - ha dichiarato il presidente Enrico Preziosi - in ogni caso confermo che a gennaio torneremo sul mercato. Floro Flores e Bogdani? Sono due ottimi attaccanti».