Doppia riunione con fumata nera tra i sindacati e il Campidoglio

I vigili lanciano l’appello al Prefetto per l’emergenza sicurezza. Dopo lo stato d’agitazione proclamato dalla Cisl a seguito dei fatti di Porta Portese, ieri ben due incontri. Il primo in Prefettura con Achille Serra, che ha tentato la conciliazione fra le parti, secondo la legge 146/90 che disciplina lo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Il vertice fra la Cisl Fps e il vicecapo di gabinetto del Sindaco, Luca Odevaine, presente anche il comandante del corpo, Giovanni Catanzaro, non ha però portato a nulla di fatto. Il tentativo di conciliazione è stato rinviato al 24 gennaio. Dura l’accusa del segretario Cisl Fps Andrea De Simone, affiancato da Giancarlo Cosentino e Gabriele Di Bella: «Occorre sapere come il Comune intende affrontare, oltre ai servizi normali della polizia municipale, anche l’emergenza. Lotta allo sfruttamento della prostituzione, alla droga, alla criminalità organizzata. Il problema sicurezza su questi fronti va affrontato in modo chiaro. Non si può dire una cosa, e farne un’altra». Dal sindacato un nuovo no ai pattuglioni notturni, di regola effettuati da polizia e carabinieri. Senza protezione per l’incolumità degli agenti, non se ne parla. «Dire, però, che vogliamo 6.500 vigili armati per la città è falso - ha affermato Cosentino -. Il regolamento sull’armamento approvato dalla giunta nel 2002 indica chiaramente quali sono i servizi per quali è prescritta l’arma. Il vigile si arma nel momento in cui svolge quei servizi». «Nel 2002 abbiamo siglato un accordo con il Comune insieme agli altri sindacati - ha ribadito De Simone -. Vogliamo ripartire da lì. La delibera di giunta sarebbe dovuta andare in consiglio comunale, ma non se n’è saputo più nulla. Il Comune deve chiarire che cosa vuole fare». Nel pomeriggio secondo round, questa volta in Campidoglio, fra sindacati al gran completo - confederali, Ospol, Sulpm - e amministrazione comunale. A rappresentare quest’ultima ancora l’infaticabile Luca Odevaine. La riunione, convocata presso l’ufficio del vice capo di gabinetto del Sindaco alle 16,30, è iniziata con oltre un’ora di ritardo. Segno inequivocabile di poche possibilità di successo.