Doppia stangata nelle Regioni dai conti in rosso

Il caro Irpef varierà dai 13 euro in Molise agli 89 del Lazio. L’Irap sarà del 5,25%

da Roma

Lo sforamento dei conti della Sanità potrebbe tradursi in una stangata doppia, non solo sull’Irap ma anche sull'Irpef, a carico dei cittadini delle sei Regioni in disavanzo. L’aumento dell’imposta sul reddito arriverebbe fino a 89 euro a contribuente. A fare i conti è la Confederazione degli artigiani (Cgia) di Mestre. La scadenza per l’aumento dell’Irpef è comunque fissata per il giugno del 2007; dunque non è imminente come nel caso dell’Irap, il cui acconto si paga questo mese. Il caro Irpef varierà fra i 13 euro in media per gli abitanti del Molise fino agli 89 euro per quelli del Lazio e gli 88 della Liguria. In Abruzzo si pagheranno 58 euro in più, in Sicilia 60 e in Campania 70 euro. Più pesante invece l’aggravio per le aziende, che pagheranno una maggiore Irap fra i 1.261 euro del Molise fino ai 2.266 euro del Lazio. Tutto questo, a meno che le sei Regioni che hanno sforato la spesa sanitaria (Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Sicilia) non presentino entro giugno piani di rientro credibili ed accettati dal ministero dell’Economia.
I contribuenti interessati sono comunque chiamati, come ricorda l’Agenzia delle entrate, ad applicare l’aliquota massima Irap del 5,25% (+1% rispetto all’aliquota base del 4,25%) nelle sei Regioni dove la spesa ha superato i limiti. Nel caso in cui il governo dovesse approvare il piano di rientro di una o più Regioni, i contribuenti saranno messi in condizione di recuperare quanto versato in più nell’acconto di giugno. La scadenza per i versamenti è fissata per martedì 20, prima cioè delle eventuali decisioni governative sui piani di risanamento che saranno prospettati dalle sei Regioni «incriminate».
Sull’aumento dell’Irap continua, intanto, la polemica tra maggioranza e opposizione. Il governo sottolinea che si tratta di un’eredità della passata gestione: «Le leggi ci sono e non le abbiamo fatte noi», ricorda il viceministro all’Economia Vincenzo Visco, riferendosi al fatto che gli aumenti automatici delle imposte nelle Regioni inadempienti sono stati previsti nell’ultima Finanziaria firmata da Giulio Tremonti. Tuttavia, lo stesso ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha detto che non dare il via agli aumenti automatici sarebbe stato «irresponsabile». Secondo il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, bisogna non solo intervenire sui disavanzi, ma sui meccanismi strutturali che li hanno creati. Se la spesa sanitaria dovesse crescere con il ritmo degli ultimi dieci anni (+6% l’anno) finirebbe per arrivare nel 2050 al 50% del pil. Dalla Cdl giungono forti critiche all’aggravio fiscale su imprese e cittadini; Domenico Nania (An) parla di «punizione politica», riferendosi in particolare alla Sicilia.