Doppietta rossa, la Ferrari riparte

Sul circuito francese di Magny Cours splendida corsa del finlandese che sbotta: &quot;<strong><a href="/a.pic1?ID=189829" target="_blank">Basta coprirmi di spazzatura</a></strong>&quot;. Montezemolo: &quot;Questo Gp dimostra che non ci arrendiamo mai&quot;

Magny Cours - L’aveva detto: «Cara Ferrari, dammi fiducia, che posso ancora vincere il mondiale». E così è stato. Kimi Raikkonen, il bell’addormentato, si sveglia dal lungo letargo e vince la seconda gara in rosso. Lo fa oltre tre mesi dopo l’esordio trionfale di Melbourne, dopo mesi di patimenti, di critiche e di molti dubbi riguardo alla sua sintonia ferrarista. Soprattutto, lo fa in modo autoritario e silenzioso, scattando divinamente al via, bruciando subito le aspirazioni sempre più smodate di Hamilton e correndo come un’ombra dietro a Massa leader della corsa. Poi i valzer dei pit stop, poi il traffico che tormenterà meno lui e molto Felipe, poi quel giro alla morte prima della seconda sosta in cui ruberà due secondi al compagno, et voilà: gli si ritroverà davanti per la parata dei giri finali.
Vittoria meritata, perché non si dica che la sua seconda sosta è stata più rapida di quella del brasiliano, vittoria studiata fin dal sabato quando aveva deciso di rientrare dopo le qualifiche, impiegando cinque minuti a percorrere l’ultimo giro pur di risparmiare benzina: un’idea, questa, che forse gli ha regalato quel giro in più per guadagnar secondi rispetto a Massa. La prima doppietta del dopo Schumi è arrivata così, al quarto centro delle Rosse (due a testa per pilota), portandosi in dote l’ombra inquietante di una deflagrante rivalità fra compagni. Perché adesso i punti per Raikkonen sono 42, cinque in meno di Massa ieri secondo, otto in meno di Alonso (ieri solo settimo), 22 lontano dal leader, Hamilton (terzo). Perché adesso la Ferrari dovrà per forza (l’ha in parte già fatto) iniziare a ragionare come non aveva mai fatto nel passato schumacheriano: puntando su due piloti, sperando che abbiano testa, per decidere solo poi, quando la rivalità sarà a mille e uno dei due avrà qualche punticino più dell’altro. Difficile, infatti, pensare che il titolo si riveli cosa di famiglia.

Anche perché, in famiglia, ieri, tra Felipe e Kimi, oltre a una pacca di solidarietà, non c’è stato niente: ben altre effusioni si erano viste nei passati Gp tra Massa ed Hamilton. E il botta e risposta fra i due, garbato ma risoluto, lascia intuire molto: «Se non fosse stato per i troppi doppiati, per il traffico che ho incontrato, avrei vinto la gara... invece l’ho persa» dice il brasiliano. E il finlandese a stretto giro: «Il problema del traffico c’è per tutti i piloti, io l’ho incontrato in occasione del primo pit stop, con i doppiati a volte si è fortunati, altre volte no».

Per il momento non si cura di questo il presidente tifoso Luca di Montezemolo: «Questa è la dimostrazione che la Ferrari non si arrende mai. Una doppietta, una grande vittoria con prestazioni straordinarie dei piloti e di tutto il team per l’intero week end», dirà. Poco prima aveva esternato la propria gioia anche monsieur Jean Todt: «Non potevo ricevere regalo migliore in occasione del mio quattordicesimo anno alla Ferrari. I piloti hanno guidato in modo straordinario, facendo una partenza perfetta. Poi si sono giocati la gara fra loro. Quel che conta per noi è avere sempre due Ferrari davanti a tutti. E adesso dobbiamo cercare di ripeterci la settimana prossima in casa dei nostri rivali... in Inghilterra». Non gioisce perché non ha tempo per farlo, visto che la testa è ormai a Silverstone, Stefano Domenicali, il direttore sportivo della Rossa a cui Todt pian piano sta delegando molto: «Non so se abbiamo restituito lo schiaffo preso a Indy, ma di certo dovremo continuare ad essere così aggressivi. In classifica dobbiamo recuperare e non possiamo perdere altre occasioni. Siamo stati tenaci, abbiamo reagito a un momento difficile e questa doppietta dimostra che non eravamo così male anche quando le cose andavano storte. Non eravamo stupidi allora, non siamo fenomeni adesso».

Forse, dunque, mondiale non riaperto, ma sicuramente mondiale di nuovo incerto, visto che la Rossa, oltre al gp inglese, dovrebbe gradire anche l’altra corsa in arrivo, quella in Germania, al Nürburgring. E poi perché non cullarsi nell’idea che prima o poi, fra i due della McLaren, ci scappi il pasticciaccio? In Francia Alonso ne ha combinate di tutti i colori: la rivalità con Hamilton è ormai al limite.