«Doppiette» in rivolta contro Verdi e tasse

I cacciatori milanesi chiedono meno tasse, più territorio, possibilità di andare in altre province a maggior estensione ed un’efficace difesa di Provincia e Regione contro il tentativo dei Verdi di ridurre ancor più la caccia. Le proposte a Milano, durante un’assemblea provinciale della Federcaccia, l’associazione largamente maggioritaria che conta poco meno di ottomila iscritti fra le oltre 12 mila «doppiette» milanesi. Ha partecipato anche l’assessore provinciale Alberto Grancini e il presidente Franco Timo, che ha convenuto sulle proposte fatte dal presidente provinciale Rodolfo Grassi. Il presidente provinciale ha posto in evidenza situazioni «di profondo disagio», ha detto dei cacciatori che pagano tasse e selvaggina e ricevono in cambio calunnie e «nuove proibizioni». Secondo la relazione del presidente, i cacciatori milanesi pagano circa due milioni di tasse allo Stato, oltre 750 mila euro alla Regione e quasi un milione e mezzo agli ambiti territoriali, così sono chiamate le tre zone in cui sono suddivisi i 70mila ettari di superficie cacciabile a Milano e a cui si accede previo pagamento di almeno 120 euro ciascuna. «In totale - ha detto Rodolfo Grassi - i cacciatori versano complessivamente poco meno di 400 euro ciascuno e significa quasi quanto un mese di pensione sociale e ricevono dal governo solo mortificazioni e provvedimenti restrittivi». L’avvocato Franco Timo ha riconfermato l’impegno della Federcaccia, che ha in Lombardia quasi 60mila iscritti, «a evitare che siano perpetrate ulteriori ingiustizie ai danni dei cacciatori che - ha sottolineato - sono iscritti anche nelle Liste della Protezione civile e compiono quindi un prezioso lavoro per la collettività intervenendo in caso di incendi ed altri disastri ambientali».