Doppio attentato suicida in Pakistan: 60 morti Rivendicazione talebana

Due kamikaze si sono fatti esplodere davanti ai cancelli della più importante fabbrica di armi del Pakistan, a Taxila, non lontano da Islamabad. Cresce la tensione dopo le dimissioni di Musharraf

Islamabad - È salito a 60 il numero delle vittime del doppio attentato kamikaze dinanzi alla fabbrica di armi di Wah Cantt, non lontano da Islamabad. Lo riferisce la televisione pachistana Geo TV, citando fonti ospedaliere. Secondo la televisione i due attentatori si sono fatti esplodere quasi simultaneamente all’esterno dei cancelli di ingresso della grande fabbrica di armi. La polizia rivela che le esplosioni sono avvenute al momento del cambio turno. La Pakistani Ordnance Factories di Wah è un insieme di circa 20 unità industriali che producono artiglieria, munizioni anti aerei e munizioni anti carro destinate all’esercito pachistano. Nella fabbrica sono impiegati dai 25.000 ai 30.000 operai.

Rivendicazione Il gruppo taleban Tehreek-e-Taliban Pakistan ha rivendicato la responsabilità del duplice attentato kamikaze che oggi ha fatto oltre 50 morti davanti a una fabbrica di armi di Wah Cantt, nei pressi di Islamabad. Lo ha riferito la televisione pachistana GEO News.

Instabilità politica Se le dimissioni di Pervez Musharraf dalla presidenza del Pakistan hanno portato un lieve ottimismo fra gli investitori e dato respiro alla borsa di Karachi, è diffuso tra analisti e diplomatici il timore che il gesto possa produrre un prolungato vuoto di potere, rafforzando l’autonomia di alcuni settori dell’Isi (Inter-Service Intelligence), che già operano come una sorta di governo-ombra in alcune regioni frontaliere. "La posizione dell’Isi è sempre stata ambigua, ma una mancanza di supervisione avrebbe potuto coinvolgerla più direttamente nelle operazioni condotte (contro le forze della coalizione in Afghanistan, ndr) negli ultimi mesi", spiega un alto funzionario del Dipartimento di Stato americano al Financial Times. Le conseguenze della perdita di controllo sull’Isi da parte del governo di Islamabad sarebbero direttamente riscontrabili in Afghanistan, dove si registra già un forte incremento degli attacchi da parte dei Talebani.