Doppio Kakà, il Diavolo fa Natale in Europa

I rossoneri, primi nel girone, più tranquilli verso l’Inter

MILAN
DIDA 5,5. Nelle uscite è incerto come ai vecchi tempi: esce quando deve restare in porta e resta di sale quando deve svettare coi pugni. Perciò si lascia infilzare dallo spiedo di Poulsen. A dimostrazione che non è il suo anno, succede poi di prendere un altro gol su deviazione di Sheva formato difensore.
STAM 6. Da guardiano dell’argine non offre grandi sbocchi, da centrale è più affidabile ma arriva spesso in ritardo, commettendo falli, inutili a volte. Da uno di questi arriva l’1 a 1.
NESTA 5,5. Come a Verona contro il Chievo, risulta in grande difficoltà e non dipende certo dallo spessore del rivale: è giù di forma, insomma. E lo si capisce anche dal numero dei falli, delle spinte, delle trattenute che lo portano a rischiare anche il penalty.
MALDINI 6. Per mezz’ora regge, stoicamente: alla prima rincorsa si procura una ricaduta e deve arrendersi. Dal 31’ pt SIMIC 6. Si riscalda in gran fretta e si adatta a giocare in una difesa che ha bisogno di Tassotti e Baresi per tornare sicura. Dal 32’ st Kaladze sv.
SERGINHO 6. Per motivi facilmente intuibili se ne resta in garitta a frenare gli altrui assalti ma quando scende e scodella palloni in area di rigore è manna caduta dal cielo per Inzaghi e compagnia.
GATTUSO 6. Nei momenti difficili, mette fuori il petto e va a caccia del pallone e di qualche scontro cruento con gli avversari. Invece di dominare i suoi istinti si lascia irretire e anche ammonire da un arbitro pasticcione.
PIRLO 7. Vediamo se c’è in circolazione qualche ottusangolo che insiste sull’occasionalità delle punizioni vincenti di Pirlo. Stavolta prende la mira sul palo coperto della barriera. Gli tolgono un punto che è buonissimo, fatto col sinistro in area.
SEEDORF 6,5. Lo rimpiangono tutti a Verona, lo aspettano tutti in coppa Campioni ma il «pantera» ha perso lo smalto e cerca di rimediare con la tecnica sopraffina. In qualche chiusura difensiva non è così puntuale.
KAKÀ 8,5. Atteso e chiamato all’appello dalla patria impiega mezz’ora per scaldare i motori: quando parte diventa incontenibile e stavolta Poulsen non può nemmeno fare il furbo. Su di lui commettono il fallo trasformato in una pepita da Pirlo, lui trasforma nel 2 a 1 la giocata strepitosa di Sheva cogliendo l’angolo lontano. All’ora in punto impacchetta il 3 a 1 con un altro diagonale favoloso.
SHEVCHENKO 5,5. Parte lento, finisce con le gomme sgonfie, manca un altro gol davanti alla porta, buon per lui che Kakà provvede.
INZAGHI 6,5. Doveva giocare a Verona, gioca qui in Champions: buca la prima palletta come si deve in area, poi serve a Sheva un assist al bacio, quindi tenta di esaltarsi sui cross di Serginho. È vivo e trasmette ai suoi una grande elettricità. Penalizzato da arbitro e assistente due volte in modo clamoroso. Dal 40’ st Gilardino sv.
All. ANCELOTTI 6. Basito guarda quella difesa imbambolata.
SCHALKE 04: Rost 5, Rafinha 5, Bordon 5, Rodriguez 5, Krstaljic 6; Altintop 6, Poulsen 5, Ernst 6 (dal 1’ st Asamoah 5), Lincoln 6; Kobiashivili 6, Kuranyi 5. All. Rangnick 6,5. Arbitro: Mejuto Gonzales 5 (Spagna).