Doppio palo ferma Ibra La Lazio strappa il pari

Il Milan deve rifare la tabella. La porta di Muslera stregata per i rossoneri. Cassano per Pato, ma non cambia. Bonera e Legrottaglie in ospedale

Milano È il primo 0 a 0 della stagione: lo impone al Milan dall'attacco formidabile la Lazio provinciale vista ieri sera a San Siro. Che nessuno pensi al piano annunciato da Reja prima di volare a Milano: mai visto una squadra così votata alla difesa, specie nella seconda frazione quando Ibrahimovic e soci riescono ad apparecchiare il maggiore numero di occasioni da gol. Una volta salva Muslera, una volta provvede Biava sulla linea a negare il gol a Robinho, una volta il palo devia sull’altro palo, come al biliardo, il boccino di Ibra, in altre circostanze è l'imprecisione dei rossoneri a determinare lo zero in condotta. Che non equivale certo alla produzione di calcio e neanche al numero di vitamine spese durante la serata. Abbiati, il portiere del Milan, se la può cavare con un "senza voto" per il numero assai ridotto di tiri in porta ricevuti. Deve solo uscire su qualche cross per meritarsi il gettone di presenza. Al resto provvede Kozak, non certo per la qualità delle giocate ma soltanto per gomiti e ginocchia, usati al pari di armi improprie: nel giro di una sola sera riesce a mandare all’ospedale prima Bonera (centrato al naso, zigomo solo ammaccato e subito dimesso) e poi Legrottaglie (trauma cervicale, sottoposto a tac al San Raffaele), mandando su tutte le furie l’ad rossonero Adriano Galliani.
Ibrahimovic è senza colpe e quindi può scagliare la prima pietra. Specie quando osserva i suoi, incapaci di servirlo, dai lati, come lui chiede e come sarebbe necessario. Nonostante ciò riesce prima a servire un assist al bacio per Emanuelson, quindi si costruisce da solo una palletta-gol respinta due volte dal palo nella stessa carambola. Non trova collaborazione adeguata né in Pato, un fantasma del campioncino ammirato in altre 100 circostanze, e neanche in Cassano che entra al posto del Papero nella ripresa e consuma tutto il talento nel tentare di servire il sodale come si deve. Anche Robinho, a dispetto dei chilometri percorsi, si procura una palla gol e trova Biava sulla linea mentre Flamini spreca tanto, forse troppo per i gusti di una capolista che adesso ha il fiato sul collo. Ma forse l'emergenza può considerarsi conclusa e da domenica a Genova un po' di ritorni possono rendere meno improvvisato anche il centrocampo nel quale resta da ammirare il potente Thiago Silva.
La Lazio si difende e basta, il Milan non trova lo spunto del campione e la sfida della prima contro la terza si chiude così con uno zero a zero di scarso rilievo.