Doris: «Difficile che Mediolanum percorra la via delle aggregazioni»

«Sono favorevole alle concentrazioni tra istituti bancari italiani»

da Milano

Mediolanum ritiene improbabile un’aggregazione con un altro gruppo bancario o assicurativo e prevede un aumento del valore della società di circa il 20% all'anno nei prossimi anni. «É molto, molto difficile», ha detto l'amministratore delegato Ennio Doris dopo l'assemblea degli azionisti, a chi gli chiedeva se era possibile un’integrazione. «La nostra linea guida è la creazione di valore, il nostro modello di crescita ha potenzialità talmente forti... Quando ci viene proposta un'acquisizione o una concentrazione ci chiediamo se questo fa l'interesse degli azionisti», ha aggiunto Doris. «Siamo fiduciosi nella possibilità di creare valore in futuro almeno pari a quanto fatto fino adesso. Dalla quotazione il dividendo è cresciuto del 21% l’anno, il valore dell'azienda di una cifra molto vicina».
Ieri intanto i soci, riuniti nella sede di Milano 3, hanno approvato il bilancio 2005 e la distribuzione di un dividendo di 20 centesimi. Ennio Doris aprendo l'assemblea ha ricordato che essendoci già stato un acconto di 0,085 euro a dicembre, ora saranno messi in pagamento 0,115 euro.
Tornando allo scenario bancario, Doris ha affermato: «Sono favorevole alle concentrazioni tra banche italiane, perché così possono resistere meglio alla concorrenza straniera». Poi ha aggiunto: «Non sono contrario a operazioni cross-border, e Unicredito ne ha fatta una ottima con Hvb, ma in Europa devono esserci condizioni di reciprocità. Oggi non è così: in Italia tutto il settore bancario è sul mercato e potenzialmente acquisibile, mentre in Spagna le Caixa e in Germania le Sparkasse hanno in mano il 50% dei relativi mercati e non sono scalabili. Questo non è corretto, i protagonisti non sono in condizioni di parità».