Doris e Fininvest salvano i clienti da Lehman

Saranno il gruppo Doris e Fininvest, soci di riferimento di Mediolanum, a farsi carico in toto delle perdite delle polizze Lehman, senza che vi sia alcun onere per gli azionisti di minoranza. Una scelta decisamente fuori dagli schemi, che Ennio Doris ha spiegato con l’eccezionalità della situazione: «Ci sono momenti in cui un’azienda deve fare più di quello che si pensa sia suo dovere, e questo è uno. Noi siamo vicini ai nostri clienti, che sono il nostro primo patrimonio: e l’abbiamo già dimostrato quest’estate, tagliando i tassi dei mutui. Una scelta compensata dall’incremento dei volumi, tanto che oggi esaminiamo richieste di mutui sei volte superiori a un anno fa. Anche questa di oggi è un’operazione commerciale ad altissimo ritorno, ma, a differenza di quella dei mutui, che è spalmata su 22 anni, pesa tutta su un esercizio: quindi, io e Fininvest abbiamo ritenuto di non poter chiedere agli azionisti di minoranza di sopportarne il costo. Saranno solo la famiglia Doris e la famiglia Berlusconi, che controlla totalmente Fininvest, a farsene carico, mettendo sul piatto 120 milioni di euro».
E di «dovere morale» ha parlato anche l’amministratore delegato di Fininvest, Pasquale Cannatelli: «È la prima volta che due grandi famiglie mettono le mani nelle proprie tasche per tutelare i risparmiatori», ha aggiunto, sottolineando che «il patrimonio di Banca Mediolanum verrà rafforzato dall’operazione». Sul titolo, poi, l’effetto sarà «sicuramente positivo», ha detto con convinzione Doris, «perché gli azionisti di minoranza non soffrono i costi ma hanno solo i benefici di quello che ritengo un investimento: e credo che già nei prossimi mesi vedremo i ritorni». Ieri, Mediolanum ha chiuso in calo del 2,31%, realizzando comunque un risultato migliore del mercato.
In pratica, i clienti di Mediolanum, che avevano obbligazioni Lehman sottostanti le loro polizze «index linked», le vedranno sostituite con emissioni di una banca italiana e di una spagnola (al momento sono in corso trattative con diversi istituti): alla scadenza riceveranno il capitale netto versato, se la polizza era a capitale protetto, oppure il capitale netto versato, diminuito dell’eventuale variazione negativa dell’indice di riferimento, per quelle a capitale non protetto. In tutto, i clienti coinvolti sono circa diecimila, con un investimento medio pro capite con il gruppo superiore a centomila euro, e la loro esposizione nei confronti di Lehman Brothers è intorno al 15% del capitale investito. In totale, il valore nominale è di 213 milioni di euro, meno dell’1% del patrimonio gestito dal gruppo Mediolanum.
Per far fronte ai costi dell’operazione, Doris e Fininvest si sono impegnati a rinunciare all’acconto sui dividendi del 2008 - l’anno scorso era stato di 0,085 euro per azione - e a concedere a Mediolanum un finanziamento subordinato infruttifero che coprirà la differenza per un totale di 120 milioni. L’operazione, sottolinea una nota di Mediolanum, non avrà alcun impatto sul conto economico della capogruppo né sulla capacità di distribuzione dei dividendi 2008 da parte della società: la cedola sarà stabilita nel consiglio d’amministrazione del 12 novembre e pagata entro Natale, ha precisato in seguito Doris.
Fin qui, i numeri: ma nelle decisioni di investimento pesa anche la psicologia, come è stato ricordato proprio nel Mediolanum Market Forum di pochi giorni fa, dove la fiducia è stata la parola chiave. Come lo è stata anche ieri: sia Doris che Cannatelli hanno ricordato più volte come l’operazione sia da considerarsi un investimento, oltre che un dovere, sia pure solo morale, dal momento che era impossibile prevedere il fallimento di un’istituzione solida come Lehman Brothers e che nelle polizze era indicato che il rischio di default è a carico dell’assicurato.
Hanno dichiarato che rimborseranno alla scadenza i risparmiatori coinvolti anche Unipol e Bcc Vita.