Dormitori-lager per clandestini romeni

Dormivano stipati in condizioni igienico-sanitarie a dir poco fatiscenti in appartamenti nella zona della Magliana, costretti a pagare per un posto letto fino a 400 euro, continuamente minacciati e picchiati, in caso di ribellione. Ma per 43 romeni, uomini e donne tutti clandestini, la brutta storia si è conclusa tre giorni fa quando i loro aguzzini, connazionali, sono stati scoperti e arrestati dagli agenti del commissariato San Paolo. La banda, composta da 6 romeni, tre uomini e tre donne tra i 30 e i 61 anni, è finita in manette. I sei dovranno ora rispondere di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Tre di loro hanno a carico anche estorsione aggravata e lesioni personali gravi. Avevano affittato quattro abitazioni nel quartiere romano della Magliana, tre delle quali erano state adibite a veri e propri dormitori in condizioni igieniche scarsissime con letti anche nella cucina: così i sei arrestati avevano messo su un giro di affari che consisteva nel promettere una casa e un posto di lavoro, oltre al permesso di soggiorno, a connazionali disperati. Addirittura organizzavano viaggi in macchina dalla Romania all’Italia per 200 euro a persona, o ancora contattavano romeni nella capitale attraverso annunci su gionali dove prospettavano «una vita migliore». Qualche sera fa, però, una delle vittime, un giovane di 17 anni, ha raccontato la propria storia alla polizia: in piazza Certaldo era stato aggredito e picchiato violentemente da tre degli aguzzini perché non pagava l’affitto del letto. Sanguinante, il giovane, ricoverato con una prognosi di 30 giorni per numerose fratture su tutto il corpo, aveva però attirato l’attenzione di una volante del commissariato che dopo un inseguimento era riuscita a bloccare gli aggressori. Sono così partite le indagini. La polizia nel corso delle irruzioni nei 4 appartamenti in affitto, hanno trovato i passaporti, probabilmente sottratti ai connazionali, e contante per circa 2.000 euro, diversi telefoni cellulari. Sequestrate anche tre auto, tra cui due Bmw di proprietà della banda. Sono ancora in corso accertamenti degli uomini del dottor Miglionico, per accertare eventuali responsabilità dei proprietari degli appartamenti, affittati con contratti fittizi.