Il dormitorio si rifà il look e diventa anche ufficio di collocamento

Entro fine anno in viale Ortles per i clochard un vero e proprio centro di accoglienza con progetti di reinserimento lavorativo. Moioli: «La struttura sarà il punto di partenza per il riscatto». I City Angels: «A breve il 40% dei senzatetto di Milano sarà italiano».

Da dormitorio a luogo del riscatto sociale. La Casa di viale Ortles si rifà il look e entro fine anno verrà ri-inaugurata nella sua nuova veste. La struttura che il Comune mette a disposizione dei senzatetto, assicura l'assessore ai Servizi sociali Mariolina Moioli, «ha superato la vecchia impostazione di dormitorio pubblico per trasformarsi in un vero e proprio centro di accoglienza. Una struttura dinamica, che può rispondere alle reali esigenze e diversificarsi a seconda della domanda. Un bisogno sociale che cambia continuamente: anziani over 65, soggetti coinvolti nella problematica dell'alcoolismo, soggetti con patologie psichiatriche, disoccupati e in cerca di occupazione, stranieri per lo più giovani, rifugiati politici».
La struttura, ha concluso l'assessore, sarà «il punto di partenza di un percorso individualizzato e monitorato di recupero personale e di graduale reinserimento sulla base delle proprie potenzialità lavorative e sociali». Nel 2009, presso la Casa di Accoglienza di Viale Ortles sono state accolte 2.493 persone, mentre nei primi sette mesi dell'anno sono già state 1.473. Ogni anno inoltre il Centro di aiuto della Stazione Centrale riceve circa quattordicimila contatti.
«A breve - ha stimato ieri il presidente dei City angels, Mario Fulran - il 40 per cento dei clochard di Milano sarà italiano». La crisi economica e le difficoltà a trovare lavoro, ha spiegato Furlan, stanno contribuendo a un aumento dei senzatetto italiani: «Persone - ha precisato - che trovano molte più difficoltà a reinserirsi nel tessuto sociale rispetto agli stranieri, che spesso si trovano a Milano soltanto di passaggio».