Dorotheum, nelle aste di primavera l'arte contemporanea è protagonista

Saranno battute anche opere moderne, argenti storici, gioielli e orologi di maestri internazionali e italiani, tra cui Fontana, Bonalumi e Pomodoro

Paolo Stefanato

Appuntamento di primavera da Dorotheum, a Vienna, con una serie di aste dedicate all'arte moderna (31 maggio) e contemporanea (1 e 2 giugno), agli argenti storici (31 maggio), ai gioielli (2 giugno) e agli orologi (3 giugno). Tra i lotti più importanti d'arte contemporanea, opere di artisti internazionali quali Anish Kapoor, Heinz Mack, Adolf Luther, Georg Baselitz, Maria Lassnig, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Giulio Paolini, Turi Simeti, Carla Accardi, Arnaldo Pomodoro, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Frank Stella, Tom Wesselman e Pablo Atchugarry.

Non manca Lucio Fontana, che con i suoi tagli rappresenta il desiderio di rinnovamento dell'arte dopo il 1945: in vendita un «Concetto spaziale, Attesa», datato 1967/68, attraversato da un unico grande taglio blu (stima tra 600.000 e 800.000 euro).

La luce è protagonista nella scultura «Spettro di luce bianca» di Otto Piene, in vetro opaco (230.000-280.000 euro).

Del celebre fotografo Gerhard Richter il ritratto di Karl-Heinz Hering, il pluriennale presidente del Kunstverein di Düsseldorf (400.000600.000 euro), facente parte di una serie di lavori anni Sessanta «offuscati» in bianco e nero .

Straordinario, tra le opere in catalogo, il grande dipinto «Suspended Light» 1979/80, dello statunitense Richard Pousette-Dart, pioniere dell'Espressionismo astratto (200mila300mila euro).

Tra le molte proposte di Arte moderna in asta il 31 maggio, spicca un'opera del pittore belga James Ensor. Le sue scelte iconografiche non convenzionali - maschere, teschi, scheletri e varie personificazioni del male - mostrano l'assurdità dell'esistenza umana.

Un esempio è «Baptême des masques», 1925/30 la cui stima è compresa tra i 300mila e i 500mila euro.

Per la forza delle sue immagini e della sua personalità uno dei maggiori rappresentanti della scuola romana degli anni Sessanta fu Tano Festa: suo un importante dipinto a smalto su tavola, «Specchio», del 1961, stimato tra i 90mila e i 120mila euro. Sua è anche una tela del 1966 ispirata al Michelangelo della Cappella Sistina (50.000-70.000 euro).

Tra i romani dell'epoca, un posto particolare appartiene all'eclettico Fabio Mauri: all'asta «Schermi» (100.000-120.000 euro).

Tra le esponenti del mondo femminile, Carla Accardi è presente in catalogo con interessanti lavori su tela, tra cui «Integrazione» del 1958 (stima: 80.000-120.000 euro); di Dadamaino da segnalare un bellissimo «Volume a moduli sfasati» del 1960 (110.000- euro160.000). A testimoniare la vivacità della stagione ottico-cinetica dell'arte italiana degli anni Sessanta, due opere di Alberto Biasi, «Oggetto ottico dinamico del 1961 (70.000100.000 euro) e Rilievo ottico dinamico» del 1966 (stima 65.00085.000 euro).

L'offerta di arte moderna parte da due lavori grafici opera di Alexander Rodchenko, maestro costruttivista («Line Construction», 1920: stima 40.000-60.000 euro) e Wassily Kandinsky («Zeichnung für Punkt und Linie zu Flache», 1925, 60.000-80.000).

Il catalogo poi si snoda attraverso le opere di alcuni artisti fra i più rappresentativi delle diverse correnti del Novecento: Rudolf Bauer, Paul Delvaux, Gustav Klimt, Pierre Auguste Renoir, Hans Arp, fino ad arrivare ai più moderni F. Hundertwasser, Roberto Sebastian Matta, Wilfredo Lam, Balthus e Botero. Notevole la presenza italiana: tra le opere in catalogo vanno segnalati Renato Guttuso con una «Natura morta con la scure» del 1947 (questa la stima: 65.00085.000euro), Alberto Savinio, con «Partenza degli argonauti», del 1933 (con questa stima: 130.000180.000 euro), Giorgio de Chirico, con un «Cavallo fuggente», 1960/62 (35.000-45.000 euro) e Gino Severini, in catalogo con una «Danseuse» e una «Natura morta con aragosta», eseguita a Meudon nel 1936 ( 40.000-50.000).

Una selezione delle opere che andranno all'asta a Vienna sarà proposta a Roma il 28 aprile, a Palazzo Colonna di piazza SS. Apostoli 66, e a Milano dal 6 all'11 maggio prossimi, nella sede di Dorotheum, a Palazzo Amman, che si trova di via Boito 8.