«Dossier», in Campania gli imprenditori guardano al futuro

Un nuovo futuro per la Campania che si appresta ad affrontare un 2012 ricco di sfide economiche, sociali e politiche. Dossier, diretto da Raffaele Costa e in edicola nei prossimi giorni con il Giornale, punta i riflettori su coloro che, per primi, si renderanno protagonisti dei piani di sviluppo locale, gli imprenditori. «È alta l'aspettativa riposta sulla piccola, media e grande imprenditoria campana - sottolinea l'editrice Maria Elena Golfarelli -. Su Dossier abbiamo scelto di dare voce solo a quegli imprenditori dimostratisi in grado di fare la differenza, convincendo anche il sistema bancario che investe su di loro, nonostante la difficile congiuntura».
Non si tratta di convincere solo l'Italia di una capacità industriale storica e coesa. Le imprese partenopee si trovano dinanzi alla ben più difficile sfida dell'internazionalizzazione. L'obiettivo è rendere anzitutto Napoli un centro portuale nevralgico. A sottolinearlo è anche Stefano Caldoro, presidente della Regione che, nel suo intervento su Dossier, ribadisce come «per il potenziamento e lo sviluppo dei porti di Napoli e Salerno sono in programma investimenti per circa 700 milioni».
In copertina, Paolo Graziano, presidente dell'Unione industriali di Napoli, che ne traccia le linee guida. «Bisogna lavorare molto per accrescere i livelli d'internazionalizzazione - dichiara -. Non solo incrementando le esportazioni, ma estendendo le presenze produttive oltre confine anche con joint venture e incentivando le aggregazioni tra le imprese». Non manca, poi, una riflessione sul futuro dello stabilimento Fiat di Pomigliano. «Il gruppo di Torino ha scommesso sul futuro di questo impianto, investendo intorno al miliardo - aggiunge -; aumenteranno le retribuzioni e verranno salvaguardati i livelli occupazionali, più di quanto si era temuto non accadesse, qualche anno orsono. Come si fa, a rispondere con i soliti preconcetti ideologici, se a fronte di tutto questo, si chiede più flessibilità per poter competere con le aree del mondo con costi di produzione molto più bassi dei nostri? Il futuro delle relazioni industriali italiane potrà essere positivo, proprio se la questione verrà affrontata con il livello di consapevolezza che, non solo Fiat, ma quasi tutte le più grandi organizzazioni sindacali, hanno dimostrato nella vicenda Pomigliano».
Il periodico, poi, ospita più interventi sull'impatto e sul ruolo dell'imprenditoria femminile. Secondo l'onorevole Sandra Cioffi, della Fondazione Bellisario, «sin da subito occorre impegnarsi per favorire il diffondersi di una cultura delle alleanze tra le diverse generazioni. Soprattutto, occorre fare in modo che, i talenti delle donne campane non vengano più sprecati». Non poteva mancare, infine, un'ampia inchiesta sulle tematiche ambientali. Tra gli intervistati, anche Corrado Clini, neoministro dell'Ambiente. Come sempre, in primo piano, testimoniano quegli imprenditori le cui politiche «verdi» hanno contribuito alla crescita di un'industria a basso impatto ambientale.