Il dossier che s’inventa le molotov

Nel documento del commissario Hammarberg si parla di torture della polizia e campi bruciati dalla gente. Gli sbarchi? Solo 50mila

Il Consiglio d’Europa è un organismo indipendente nato nel 1949 come emanazione del Trattato di Londra e di cui fanno parte 47 Stati. Non ha niente a che vedere con le istituzioni dell’Unione europea. I suoi compiti si limitano alla tutela di principi fondamentali e alla ricerca di soluzioni su problemi sociali. Non di crearne altri, quindi. Il documento ufficiale firmato dal Commissario svedese Thomas Hammarberg, invece, riserva altre bugie e numerosi errori. Così il Rapporto sui Diritti umani in Italia, partorito a Strasburgo, non smette di creare imbarazzo. A cominciare dalla papera sui dati relativi al flusso di sbarchi clandestini. Paragrafo 56: «Il numero di immigrati irregolari arrivati ogni anno sulle aree di confine costiero dal 1999 al 2007 varia approssimativamente da 13.000 a 50.000 unità». Per il Viminale i clandestini entrati in Italia lo scorso anno sono stati quasi 205.000, mentre nei primi sei mesi del 2008 il trend di arrivi a bordo di carrette della disperazione è addirittura aumentato. E per le stesse organizzazioni non governative che si sono accompagnate al garante svedese durante il suo viaggio la stima dei rifugiati non scende al di sotto delle 150mila persone.
Tornando allo scivoloso capitolo sulle presunte discriminazioni ai danni dei Rom, si parla addirittura di «torture», «trattamenti degradanti» e «punizioni collettive» perpetrate da agenti di polizia negli insediamenti non autorizzati lungo la Penisola. All’argomento ha lavorato un comitato appositamente composto da ben cinque diverse associazioni «specializzate». Sia detto per inciso, secondo gli esperti interpellati dal Consiglio d’Europa il più famoso campo nomadi di Milano si troverebbe in via «Tribugnano». Più avanti si legge che, sempre a Milano, lo sgombero dell’accampamento della Bovisasca, sorto abusivamente su un’area altamente inquinata e arrivato a contenere 800 irregolari, sarebbe avvenuto per mezzo di «brutali violenze» della polizia ai danni dei bambini sotto gli occhi dei genitori, «deportati» senza alcun tipo di assistenza da parte delle autorità cittadine. In realtà le cose andarono diversamente: furono i vigili, e non la polizia, a intervenire portando avanti una sorta di «moral suasion» tra le famiglie, che infatti si allontanarono di propria iniziativa. Tutto avvenne senza incidenti, non si verificò alcuno scontro. Per quanto riguarda gli aiuti, poi, furono le madri rom a rifiutare i dormitori offerti del Comune. Dopo altri vaneggiamenti su pestaggi e devastazioni messe in atto dalla polizia nell’insediamento romano di Casalino 900 - con l’aggiunta di insulti come «zingari del c...», «zingari di merda» -, ecco la chicca: un rogo doloso nel campo di via Novara, a Milano l’11 maggio scorso, a colpi di molotov da parte dei cittadini. Verità faziose? No. Proprio falso. Quell’incendio semplicemente non è mai esistito. Del resto la fonte è un blog di «antifascismo militante» che inneggia all’intifada palestinese. Quando si dice l’indipendenza.
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