Dossier dei vigili su Brera: pronta la mappa degli abusivi

Il rapporto aiuterà il Comune a scegliere la strategia d’intervento per liberare il quartiere dall’assedio. Si pensa a controlli per impedire il suk

Chiara Campo

Una «mappatura» dell’abusivismo a Brera. Quanti sono i vu’ cumprà che ogni sera si concentrano tra via Brera e Fiori Chiari, chi sono e cosa vendono.
Un rapporto dettagliato che la Polizia municipale sta finendo di compilare e che servirà all’amministrazione a capire in che modo intervenire per alleggerire una situazione che residenti, assessori e anche la guardia di finanza hanno definito «molto pesante». Il monitoraggio dei ghisa è partito dopo che una quindicina di giorni fa, durante il comitato interforze che si riunisce regolarmente a Palazzo Diotti, il prefetto Bruno Ferrante sollevò l’attenzione sul quartiere. «Invaso», come mai era avvenuto negli anni scorsi, dagli extracomunitari. Ora, dati alla mano, Comune e forze dell’ordine potranno decidere che strategia intraprendere su quella parte della città che, nelle notti estive, si anima anche - o soprattutto - grazie al commercio abusivo. E va tenuto presente che se allontana la clientela più esigente dai ristoranti «in», dà invece benzina a molti altri locali dove i milanesi, dopo una passeggiata nel «suk», si rifugiano per un drink. Ecco perché, in quella sede, si affrontò il nodo vero della questione: che cosa deve diventare Brera. E la risposta, che si attende ora dal Comune, darà il la ad adeguate azioni di polizia.
Fino a poco tempo fa polizia e carabinieri garantivano un presidio fisso nelle vicinanze del quartiere, per entrare in azione nel caso si verificassero disordini. Ma poiché, più che sedare problemi di ordine pubblico in quell’area si tratta di contrastare la contraffazione e l’occupazione di suolo pubblico senza permesso, questioni cioè di competenza dei vigili o della Gdf, la presenza costante degli agenti si rivelò poco produttiva e si preferì destinare quelle forze ad altre zone della città. Peccato che - e da questo sono nate le proteste dei residenti - nell’ultimo mese anche i ghisa siano diventati quasi invisibili, scatenando una vera e propria «invasione» senegalese.
In base ai dati raccolti negli ultimi dieci-quindici giorni dalla polizia municipale, dunque, Palazzo Marino dovrà indicare l’obiettivo che vuole raggiungere per la zona: se contenere il fenomeno o farlo sparire tout court. Un fine, il secondo, che fonti vicine alla prefettura non riterrebbero nemmeno troppo complicato da mettere in atto, perché le strade sono strette e facilmente controllabili con presidi che potrebbero avere inizio prima di sera, quando gli extracomunitari cominciano a confluire nel quartiere per accamparsi con lenzuola e mercanzia.
Una decisione che il Comune deve prendere in fretta, specie tenendo conto che la rabbia dei residenti sta montando sempre di più. Un’esame dei dati aiuterà l’amministrazione a capire quale strategia seguire. E le forze di polizia sono pronte ad intervenire di conseguenza.

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